di Manuela Zoccola
IL BILANCIO – Numeri importanti definiscono l’attività svolta nel 2025 dal Soccorso alpino e speleologico piemontese (Sasp): in particolare, rimane elevato quello degli eventi gestiti nella centrale operativa regionale che si attesta a 2.070, mentre le missioni effettuate risultano 1.471, delineando un valore stabile rispetto agli anni precedenti, per un impegno pari a 32.932 ore ciascuno impiegate in attività di soccorso
Oltre mille missioni di soccorso
Di queste missioni 1.396 hanno riguardato interventi di carattere sanitario o soggetti infortunati esposti al rischio di complicazioni e 75 l’ambito di Protezione civile. Le persone recuperate sono state 1.548, di cui 756 dalle squadre a terra e 792 con elicottero. Nello specifico, le 1.313 missioni di soccorso sanitario hanno riguardato per lo più incidenti e infortunati nello svolgimento delle attività del tempo libero in zone montane impervie, comprendendo anche 14 interventi in valanga, 132 ricerche per persone disperse e 2 operazioni di scarico impianti a fune.
1.548 persone soccorse in dodici mesi
Le principali cause di incidenti sono state cadute e malori. In riferimento alle 1.548 persone soccorse (il 90% di nazionalità italiana) viene evidenziato un picco nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni. Le persone recuperate (di cui il 75% maschi) hanno necessitato, nella maggior parte dei casi, di assistenza sanitaria, mentre i decessi sono stati 79, rimanendo purtroppo costanti negli anni, nonostante qualche lieve oscillazione statistica. Tra gli eventi più salienti, il salvataggio a luglio di due alpinisti bloccati a 4.400 metri di altitudine sul Monte Rosa e quello di uno speleologo rimasto infortunato a 40 metri di profondità nell’Abisso Paperino, grotta del Comune di Ormea (Cuneo).

Addestramento e formazione
In primo piano, poi, le attività di addestramento e formazione (1.020 gli appuntamenti formativi in presenza). In occasione del bilancio annuale delle attività svolte, il presidente dell’articolazione regionale del Corpo, Luca Giaj Arcota, ha ricordato l’obiettivo che intende portare a termine entro la scadenza del proprio mandato, a fine 2027: «Il rifacimento della rete radio piemontese per passare da un’infrastruttura analogica a quella digitale, che doterà il personale di una strumentazione capace di migliorare la trasmissione delle comunicazioni e la gestione della sicurezza. Un lavoro immane che richiede, tra l’altro, di sostituire oltre 50 ripetitori in ambienti impervi dell’alta montagna».

