di Andrea Olimpi
CRONACA – Sono oltre duecento gli italiani attualmente bloccati a Colombo, in Sri Lanka, a causa dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e della successiva risposta militare di Teheran, che ha portato alla chiusura di parte dello spazio aereo sul Golfo e alla conseguente paralisi di alcuni degli snodi più importanti del traffico aereo internazionale, come Dubai e Abu Dhabi.
Tra i tanti cittadini italiani c’è anche Francesca Schellino e il suo fidanzato Andrea Corino, lei consigliera comunale nel Comune di Belvedere Langhe, studentessa universitaria e dipendente della Cantina Comunale di La Morra, lui dell’omonima azienda vitivinicola, nel Paese asiatico per una vacanza e rimasti, come gli altri italiani – tra cui diversi cuneesi e torinesi e una famiglia braidese – impossibilitati a rientrare.
Raggiunta telefonicamente, Francesca Schellino ha raccontato che, almeno per quanto riguarda il loro gruppo, la Farnesina al momento non sta fornendo un supporto concreto e non sono arrivate soluzioni per il rimpatrio.
“La situazione al momento non è delle migliori, gli unici voli diretti verso l’Europa, comunque pochi possibili, sono quelli Turkish Airlines, che però risultano essere tutti pieni fino a quasi la fine del mese di marzo – spiega Francesca Schellino – si potrebbero trovare rotte alternative, come passare dalla Cina, ma oltre a un numero non ben definito di scali, a prezzi assolutamente folli, che molti di noi qui non possono assolutamente permettersi. Con un gruppo di altri turisti italiani abbiamo creato un piccolo gruppo con cui stiamo contattando alcune testate giornalistiche italiane per cercare di creare un minimo di attenzione, questo anche perché, ad esempio, un gruppo di turisti inglesi ha trovato supporto da parte del proprio Governo e sta rientrando con voli charter a prezzi, diciamo, calmierati. Noi in questo momento ci sentiamo praticamente abbandonati, alcuni di noi hanno bisogno di medicinali, ma con le assicurazioni sanitarie in scadenza non sappiamo come fare”.
I nostri concittadini restano quindi in attesa, sospesi nella speranza di poter lasciare il Paese quanto prima. Uno spiraglio, secondo quanto riferiscono, potrebbe aprirsi nei prossimi giorni, ma non prima della prossima settimana.


