La passerella della cantina Pio Cesare è quasi pronta

Le parole di Federica Boffa sul progetto che sarà ultimato entro la fine di marzo

La passerella della cantina Pio Cesare è quasi pronta

Beppe Malò

ALBA Se si attraversa corso Nino Bixio, si può constatare che è in via di completamento la passerella di collegamento tra l’edificio storico della cantina Pio Cesare e la nuova struttura allestita sull’altro lato del corso e lungo via San Rocco.

La passerella è in fase di ultimazione e sarà agibile prima della fine di marzo. L’infrastruttura si inserisce nel progetto della cantina che comprende anche nuovi locali, i quali saranno completati entro l’estate. L’obiettivo è poter utilizzare più spazi per le attività di vinificazione e affinamento. Per saperne di più, abbiamo intervistato Federica Boffa, che guida l’azienda Pio Cesare con il cugino Cesare Benvenuto.

Quando finirete i lavori?

«La passerella è stata posta in opera, ma saranno necessari ancora pochi giorni per renderla fruibile. Stiamo portando a termine un progetto importante, che è iniziato nel 2024, per modernizzare e razionalizzare i nostri spazi senza rinunciare alle prerogative di una cantina storica – collocata nel centro cittadino – e alla nostra storia e vocazione di azienda familiare che ha per primo obiettivo la produzione di vini di alta qualità».

Quindi sarebbe sbagliato parlare semplicemente di un ampliamento della vostra vecchia azienda?

«In effetti questo progetto non è stato elaborato per cambiare pelle alla nostra cantina. L’obiettivo non è quello di ampliare per produrre di più. Il nostro scopo è invece di risolvere alcune criticità che si sono palesate in rapporto ai cambiamenti che, col tempo, dobbiamo affrontare. La nostra localizzazione nel centro storico è un segno distintivo: siamo la sola cantina di produzione presente e attiva ad Alba, ma questo ci sta ponendo davanti ad alcune questioni. Tra queste, c’è prima di tutto lo spazio e l’organizzazione dei locali che, per ovvi motivi, non è possibile affrontare con successo in un contesto “chiuso”, che ospita importanti vestigia di Alba Pompeia. Abbiamo attraversato il corso per la necessità di più spazio e di maggiore efficienza».

Per quale motivo?

«Perché anche nel nostro settore molte cose, in particolare dal punto di vista tecnologico, stanno cambiando e il nostro obiettivo principale resta quello di perseguire la qualità dei nostri vini. Per esempio la vinificazione dei bianchi oggi richiede degli importanti investimenti e le attrezzature per il controllo delle temperature. Allo stesso tempo, l’affinamento dei vini comporta delle garanzie rigorose in termini di controllo del microclima. La nuova sede, infine, ci consentirà di allestire uno spazio per il riposo in bottiglia, che risulta preliminare al passaggio nelle linee d’imbottigliamento».

Come saranno organizzati i nuovi spazi?

«Saranno degli spazi tecnici. Il nuovo edificio ospiterà i locali per il riposo in bottiglia, per l’imbottigliamento e il confezionamento. Un secondo locale sarà destinato al ricevimento delle uve – in questo modo il traffico su corso Nino Bixio sarà meno coinvolto – alla vinificazione e produzione. Nei nuovi spazi sarà più facile mantenere le temperature ottimali per la vinificazione e lo stoccaggio. Infine avremo due tunnel che collegheranno la cantina storica – al lavoro da 145 anni – con il nuovo edificio, passando sotto il corso. La nostra storia continua nel segno dell’innovazione e della tradizione».

Banner Gazzetta d'Alba