di Davide Barile
MURAZZANO – In un’area di circa settanta ettari in località Rea a Murazzano sorge, dal 1976, il Parco safari delle Langhe. Tra gli animali esotici presenti, uno in particolare è balzato agli onori delle cronache nelle ultime settimane: si tratta di Regina, la giaguara che, documenti alla mano, sembra essere la più longeva rappresentante della sua specie, avendo compiuto 24 anni il 13 febbraio.
A raccontare qualcosa in più è Tiberio Forin, responsabile della struttura: «Il giaguaro è il più grosso felino sudamericano: ne esistono forme maculate, come Regina, o melaniche, ossia nere come un esemplare che avevamo qui, morto alcuni anni fa. Più rara è la versione albina. Sono dei grandi predatori, non temono nemmeno i caimani. In natura, la loro aspettativa di vita è circa dodici anni, mentre in cattività si alza a quattordici: il caso di Regina, per questo, è davvero sorprendente».
Arriva dalla Francia

Regina è nata in una struttura zoologica francese: «Oggi si tende a non prelevare più animali direttamente in natura: tra i vari aspetti, vi è pure il rischio di trasmissione di malattie all’uomo. I giaguari partoriscono, di solito, ogni due o tre anni. E hanno bisogno di tempo per poter accudire i cuccioli. Sebbene abbia convissuto con il compagno nero per alcuni anni, Regina non ha generato prole. Può succedere: esattamente come per gli esseri umani, esistono problemi di sterilità».
Trovandosi in alta Langa, il Parco safari è esposto alle rigide temperature invernali: «In realtà, per gli animali non è un problema. Molti provengono da aree dalla forte escursione termica e hanno una resistenza incredibile. In inverno, di giorno i felini restano fuori e, alla sera, li portiamo dentro le stalle, tutte riscaldate con stufe elettriche. Tranne quella di Regina: in questo caso, il calore arriva dalla stufa a pellet».
Trecento esemplari

L’alimentazione di un giaguaro consiste principalmente in carne bianca e, più di rado, si somministra quella rossa: «Di solito, a Regina diamo pollo spiumato e sviscerato o coniglio. Interi, si intende. I costi per mantenere il parco sono molto elevati: abbiamo dieci dipendenti. Quest’inverno, poi, le nevicate hanno provocato diversi danni e abbiamo dovuto tenere chiuso per un bel po’». Il parco, aggiunge Attilio Bennu, colui che si prende cura degli animali, «se si considera anche il rettilario, ospita una cinquantina di specie, per un totale di trecento esemplari». Due parti sono accessibili solo in auto, come quella dei lupi.
La salute di Regina è buona, «a parte qualche acciacco, come sarebbe normale pure per una persona di circa 95 anni». Conclude Bennu: «Lo scorso anno, ha dovuto subire un intervento. Il veterinario le ha tagliato le unghie: invecchiando, non riesce più a curarsele da sola. Pur abituato alla presenza dell’uomo, il giaguaro non è domestico: sono necessarie tutte le cautele».

