ALBA – Il caos che in queste ore sta colpendo il Governo tocca anche il Piemonte. Nella seduta di ieri del Consiglio regionale, le opposizioni hanno chiesto le dimissioni della vicepresidente della Giunta Cirio, Elena Chiorino, che ha anche deleghe importanti, come la formazione e il lavoro.
Il contesto
La biellese è coinvolta nel caso Delmastro perché avrebbe acquistato (e poi venduto) quote nella società Le 5 forchette, legata a Mauro Caroccia, condannato per i suoi rapporti per il clan Senese. Come si è dimesso Dalmastro, sottosegretario alla giustizia, a palazzo Lascaris la minoranza chiede lo stesso per Chiorino, che non si è presentata in Consiglio. La richiesta decisa è arrivata da Gianna Pentenero per il Pd, Vittoria Nallo per Italia Viva, Alice Ravinale per Avs, Sarah Disabato per il Movimento 5 stelle.
I commenti
Questa mattina, è arrivato anche il commento della consigliera regionale di Avs Giulia Marro, di Cuneo: “Nonostante gli irrecivibili tentativi di Meloni di derubricare a “leggerezza” il caso Bisteccheria d’Italia, le dimissioni di Delmastro erano dovute e non rinviabili vista la gravità di quanto sta emergendo. Chiorino e Zappalà non continuino a nascondere la testa sotto la sabbia. Ora siano coerenti, e anche il Presidente Cirio prenda atto che la situazione non ammette tentennamenti: Chiorino non può rimanere vicepresidente di questa Regione, con deleghe pesanti come il lavoro e l’istruzione, un minuto di più”-
Sarah Disabato del M5s: “Dopo la notizia delle dimissioni del Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, giunte ieri nel tardo pomeriggio, ci saremmo aspettati che lasciasse immediatamente il suo incarico anche la vice presidente della Regione, Elena Chiorino, coinvolta nella medesima inquietante vicenda che ha riguardato esponenti di vertice di Fratelli d’Italia in Piemonte.
Passata la notte, invece, dobbiamo registrare che Chiorino siede ancora al suo posto”.
Una giornata decisiva
Assente alla seduta di ieri era anche il presidente Cirio, perché impegnato a Bruxelles. Ha inviato una nota, nella quale rinvia la questione alla commissione legalità. Oggi si attende la svolta.
redazione
