Pensiero per domenica / La professione di fede più completa viene da Marta

PENSIERO PER DOMENICA – QUINTA DI QUARESIMA – 22 MARZO

L’ultima domenica di Quaresima – domenica di Lazzaro – segna la quinta tappa della rivelazione del mistero di Gesù: dopo essersi mostrato come messia, gloria di Dio, acqua viva e luce del mondo, si rivela come risurrezione e vita. Lo scenario della rivelazione è l’abitazione di Marta, Maria e Lazzaro, tre amici di Gesù, che vivevano a Betania, a pochi km da Gerusalemme. Una casa che tante volte aveva ospitato Gesù.

Pensiero per domenica / La professione di fede più completa viene da Marta
Lazzaro con le sorelle Marta e Maria, particolare dell’affresco nel santuario di Betfage, sulla strada tra Betania e Gerusalemme. Gesù era amico della famiglia ed era solito frequentare la loro casa a Betania.

L’intreccio di vita e morte percorre tutte e tre le letture. La prima è la conclusione di una solenne visione del profeta Ezechiele (37,12-14): in una valle “infernale”, coperta da una distesa di scheletri irrompe lo spirito creatore di Dio e ridona vita alle ossa aride. Il nostro pensiero corre alla risurrezione finale, anche se probabilmente il profeta, esule a Babilonia, pensava e sognava il ritorno in patria e con le sue parole cercava di dare speranza ai compagni di sventura. Paolo, nella lettera ai Romani (8,8-11) ci ricorda che la nostra risurrezione è preceduta e annunciata dal battesimo e dal dono dello Spirito. Queste letture ci orientano al lungo brano di Vangelo (Gv 11,1-45), diviso in due scene.

Nel dialogo serrato con Marta, Gesù scopre le carte e offre la rivelazione definitiva di sé: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vive». Nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù, prima che ai discepoli e a Pietro, si rivela alle donne. La professione di fede di Marta – «Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo» – è simile a quella di Pietro nei Sinottici, ma teologicamente più alta e completa. La donna intuisce che la vita che non muore non inizierà l’ultimo giorno, ma è già cominciata nel momento in cui ha incontrato Gesù. Aderendo a Gesù e ascoltando la sua Parola, la vita risorge, acquista un senso nuovo, quello vero e profondo.

La descrizione della risurrezione di Lazzaro è una scena memorabile, con tocchi di straordinaria umanità, come il rimprovero di Maria – «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto» – e il pianto commosso di Gesù. La fede nella risurrezione non cancella il dolore della morte: lo ha testimoniato addirittura Gesù! Il richiamo in vita di Lazzaro è diverso dalla risurrezione di Gesù e dalla risurrezione finale, ma anticipa questi eventi e soprattutto getta una luce potentissima sul mistero di Gesù. Infatti, «molti dei Giudei… alla vista di ciò che aveva compiuto credettero in lui». Per altri, però, sarà motivo per affrettare la condanna a morte. Il miracolo aiuta a credere, ma non obbliga.

 Lidia e Battista Galvagno

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