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Torino Jazz Festival 2026, la sorpresa diventa musica

Dal 25 aprile al 2 maggio 101 eventi in 72 sedi per una città attraversata dal jazz

Torino Jazz Festival 2026, la sorpresa diventa musica
Alessandro Isaia, Rosanna Purchia e Stefano Zenni

di Andrea Olimpi

MUSICA – Torino si prepara a vivere undici giorni nel segno del jazz con la quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival, in programma da sabato 25 aprile a sabato 2 maggio 2026, con un’anteprima nei jazz club cittadini dal 22 al 24 aprile. Il titolo scelto, “The Sound of Surprise”, riprende la celebre definizione del critico americano Whitney Balliett e diventa la chiave di lettura di un cartellone che punta sulla meraviglia, sull’incontro fra linguaggi e sulla capacità del jazz di aprire spazi inattesi tra artisti, pubblico e città.

Il festival, diretto da Stefano Zenni, è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT, il supporto di Hyundai – Nuova Auto Alpina, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT – Gruppo Torinese Trasporti. Media Partner Rai Cultura, Rai Radio 3 e Musica Jazz, Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette.

I numeri raccontano con chiarezza la portata dell’edizione 2026: otto giorni di programmazione, tre di anteprima, 101 eventi in 72 sedi e 81 concerti diffusi in tutta la città. In cartellone ci sono 297 musicisti, otto produzioni, di cui cinque originali, e otto esclusive. Un disegno ampio e articolato che conferma il festival come uno dei riferimenti europei più solidi e riconoscibili nel panorama jazzistico contemporaneo.

“Anche quest’anno il Torino Jazz Festival farà di Torino una delle capitali europee del jazz e della musica dal vivo – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo -, con un programma che conferma la qualità e l’ambizione del progetto fatto di produzioni originali, grandi nomi della scena internazionale e talenti emergenti. La quattordicesima edizione accoglierà in città alcuni tra i migliori interpreti del jazz contemporaneo ma grande attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni, con tanti progetti volti a valorizzare l’energia e la creatività dei giovani talenti. Una più ampia offerta di concerti gratuiti in tutti i quartieri ne conferma infine la vocazione di manifestazione aperta a tutte e tutti. Tra questi spicca sicuramente il concerto inaugurale in occasione della Festa della Liberazione che vedrà la partecipazione di Moni Ovadiainsieme a giovani talenti torinesi”.

Ad aprire ufficialmente il festival, il 25 aprile, sarà Il Jazz della Liberazione: Moni Ovadia & Kassiber Ensemble presenteranno Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti, un progetto che intreccia racconto e musica per riportare alla luce la storia delle orchestre jazz nei campi di prigionia tedeschi, con un omaggio all’orchestra swing del ghetto di Terezín, dove il jazz diventò forma di resistenza.

Tra i momenti più attesi del cartellone spicca il 1° maggio, quando il grande Bill Frisell incontrerà l’immaginario cinematografico di Bill Morrison, in prima assoluta con Eyvind Kang, in The Great Flood, proiezione con musica dal vivo dedicata alla grande inondazione del Mississippi del 1927, all’Auditorium Giovanni Agnelli alle 18. Nella Giornata Internazionale del Jazz, il 30 aprile, sarà invece Francesca Tandoi a portare in scena Hope con il Jazz Acoustic Strings Quartet, al Teatro Monterosa alle 21.

Il programma alterna grandi maestri, protagonisti internazionali, sperimentazione e nuove scritture. Il 27 aprile il Teatro Alfieri ospiterà This Is Not an Orchestra di Funk Off e Vox Artificiosa, incontro tra street band, classica, jazz e beatbox. Il 26 aprile arriveranno due esclusive: Weave4, collettivo italo-francese, al Teatro Juvarra alle 11, e il Marc Ribot Quartet con Hurry Red Telephone, in collaborazione con Jazz Is Dead!, all’Hiroshima Mon Amour alle 22.

Nel finale del 2 maggio saliranno sul palco due fuoriclasse del jazz mondiale come John Scofield e Gerald Clayton, protagonisti al Teatro Colosseo alle 21. Il cartellone accoglie anche figure di assoluto rilievo come Norma Winstone, in duo con Glauco Venier il 28 aprile al Teatro Monterosa, gli Irreversible Entanglements in arrivo da Brooklyn il 1° maggio all’Hiroshima Mon Amour, Lisa Ullén al Teatro Juvarra, Fabrizio Bosso con About Ten il 25 aprile al Teatro Colosseo, il ritorno della Italian Instabile Orchestra il 30 aprile, Bruno Tommaso, Franco D’Andrea, Monica Demuru, Cristiano Calcagnile e Giorgio Li Calzi con Simone Sims Longo in Theatrum Anatomicum al Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando.

Accanto agli ospiti internazionali, l’edizione 2026 valorizza con decisione anche i grandi protagonisti italiani, tra cui Giorgio Li Calzi, Roberto Gatto, Walter Calloni e Ilaria Pilar Patassini, inseriti in una programmazione che tiene insieme ricerca, qualità musicale e attenzione alla scena nazionale.

“Dati scientifici alla mano, sembra che sapersi meravigliare migliori durata e qualità della vita: e allora il Torino Jazz Festival, con gli artisti e il pubblico, ci si mette d’impegno – afferma il direttore artistico Stefano Zenni – The Sound of Surprise riguarda la (ri)scoperta di luoghi musicali della città, la fiducia nelle idee dei giovani musicisti, l’impatto benefico del jazz sui nodi sociali della convivenza. Questo è un festival che guarda al futuro, non solo della musica.”

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 c’è la nascita della Giovane Orchestra di Liberi Suoni, uno dei segnali più forti del legame tra il festival e le nuove generazioni. Si tratta dell’esito del percorso formativo guidato da Pasquale Innarella ed è composta da 50 allieve e allievi tra i 16 e i 25 anni delle scuole pubbliche e private di Torino e della Città Metropolitana. Un progetto che non rappresenta soltanto un’esperienza didattica, ma una concreta scommessa sul futuro del jazz e sulla possibilità di costruire comunità artistiche giovani, preparate e già capaci di stare dentro una grande manifestazione internazionale.

Sempre sul fronte dei giovani, l’Auditorium dell’Arsenale della Pace – Sermig ospiterà lo SPECIAL Giacomo Serino& Saverio Zura Quintet, nato dal lavoro dello Young Board promosso dal festival: un gruppo di giovani direttori artistici formato da Mattia Basilico, Sonia Infriccioli e Fabrizio Leoni, tutti vincitori del Premio Ramella, che hanno ideato e prodotto autonomamente un concerto inserito nel programma ufficiale.

Il festival amplia inoltre la propria presenza nel tessuto urbano con una programmazione gratuita ancora più ricca, diffusa nei quartieri e in spazi meno convenzionali. In questo percorso trovano posto anche artisti come Ilaria Pilar Patassini e Stefano Battaglia, insieme ai format collaterali di Jazz Talks, Jazz Cinema, Jazz Blitz e Jazz Special. Tra gli appuntamenti annunciati: il 25 aprile Stefano Zenni racconterà A Love Supreme di John Coltrane alle Gallerie d’Italia – Torino alle 15; il 26 aprile andrà in scena il Trio Colibrì ad Area X alle 18; il 27 aprile Simone Garino e Frankie Partipilo saranno protagonisti di (Spo)Ritual Unity a The Heat Garden alle 18; il 30 aprile il trio di Sergio Di Gennarosi esibirà alla Concessionaria Hyundai – Nuova Auto Alpina alle 18:30.

Non manca l’attenzione al sociale, da sempre elemento distintivo del festival. I Jazz Blitz porteranno la musica in strutture di comunità e spazi sociali, coinvolgendo anziani, bambini e persone con disabilità. Il 28 aprile, al Museo del Risorgimento alle 17.30, si esibiranno le persone con disabilità della band Liberidentro insieme alle voci dei CFM Singing Students; il 30 aprile, al Museo Nazionale dell’Automobile alle 17.30, assistenti e assistiti dei Centri di salute mentale prenderanno parte a un’esperienza di DanzaMovimentoTerapia sulle musiche di Glenn Miller e della CFM Big Band.

L’edizione 2026 celebrerà infine i centenari di Miles Davis e John Coltrane con concerti, talk e proiezioni pensati per rileggere la loro eredità da prospettive meno scontate. E rafforzerà il dialogo con il territorio attraverso tre coproduzioni con Seeyousound, Jazz Is Dead! e Flowers Festival, confermando la volontà di costruire un festival aperto, trasversale e sempre più intrecciato alle energie culturali della città.

Presentata ufficialmente la 14^ edizione del Torino Jazz Festival
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