di Paolo Tibaldi
ARGENTINA – Domenica 22 febbraio, presso la capilla de la Virgen de las nieves, nei pressi di Córdoba (la provincia con la più alta concentrazione di piemontesi emigrati nel secolo scorso) si è vissuto un momento di profonda emozione e significato storico e spirituale: la posa di una targa commemorativa che simboleggia la fratellanza tra due popoli uniti dalla stessa fede e dalla medesima devozione alla Madonna della neve. Il gesto simbolico è stato compiuto dai Danseur dël pilon, gruppo musicale impegnato nella valorizzazione delle radici e della cultura piemontese, recentemente in tournée in Argentina proprio per rafforzare il legame con le comunità di origine italiana. Con loro, la violinista verdunese Monica Agosto, parte integrante del gruppo. Attraverso questo atto, i Danseur dël pilon hanno voluto materializzare un abbraccio fraterno destinato a durare nel tempo: una semplice targa che unisce la storia di due terre sorelle sotto una stessa devozione.
L’iniziativa nasce dall’idea e dalla volontà di Carlos Pucheta, fautore e organizzatore del progetto, che ha saputo trasformare la memoria dell’emigrazione piemontese in un gesto concreto di unione. Nel suo pensiero si racchiude il senso profondo della giornata: «Migliaia di padri e figli riempirono le loro valigie di paure, vecchie foto e qualche immaginetta della Madonna della neve. Lasciandosi alle spalle il faro di Genova e le loro famiglie sulle colline come quelle di Lequio Berria, navigarono verso la sfidante «Mérica». Quell’incrollabile fede piemontese attraversò il mare per mettere radici ai piedi delle alte sierras di Córdoba. Oggi, i Danseur dël pilon materializzano un abbraccio fraterno che vuole essere eterno, una semplice targa che unisce la storia di due terre sorelle sotto una stessa devozione».
La cerimonia rappresenta un simbolico ponte tra le alture di Córdoba e le colline delle Langhe, tra la cappella della Madonna della neve in Argentina e il santuario della Madonna della neve di Lequio Berria, in Piemonte. Un gemellaggio spirituale che rende omaggio alle migliaia di emigranti piemontesi che portarono con sé, nel Nuovo Mondo, la propria fede come unico bagaglio certo. Un sentito ringraziamento va all’Asociación familia piemontesa de Córdoba (Afapieco), al santuario Madonna della neve di Lequio Berria, in particolare a don Franco Ciravegna e al Consiglio pastorale, per aver condiviso l’iniziativa e a chi scrive, che ha fatto da intermediario e ponte umano tra le due comunità. Il 22 febbraio 2026 resterà una data significativa nella storia delle relazioni tra Piemonte e Argentina: un giorno in cui memoria, fede e identità si sono intrecciate in un gesto semplice ma carico di significato, capace di ricordare che le radici non si spezzano, ma attraversano il mare e continuano a fiorire, ovunque vi sia una comunità pronta a custodirle.






