REFERENDUM – Il referendum costituzionale in tema di giustizia, previsto per il 22 e il 23 marzo, si avvicina. Vediamo i punti principali da tenere a mente.
Non serve il quorum
Si tratta di un referendum costituzionale, che potrà essere approvato o respinto senza dover raggiungere il quorum. A differenza dei referendum abrogativi, come quelli che si sono tenuti a giugno, non si propone di cancellare una legge ordinaria in vigore, ma si chiede di approvare o meno una normativa di revisione della Costituzione che ha già intrapreso co concluso il suo iter. La riforma costituzionale sulla giustizia, infatti, ha già espletato il suo percorso alla Camera e al Senato.
Il ricorso al referendum è previsto dalla nostra stessa Carta quando, nella seconda votazione, la legge in questione non è stata approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti in ciascuna Camera. Il 18 settembre 2025, Montecitorio ha infatti dato il via libera al provvedimento in seconda lettura con 243 sì su 400, cioè al di sotto della soglia dei due terzi. Al Senato i voti favorevoli sono stati 112, cioè sempre al di sotto.
La Costituzione affida in questo caso ai cittadini la decisione finale. Si parla, infatti, anche di referendum confermativo: gli elettori avranno la parola definitiva, confermando o meno la legge costituzionale in base a ciò che deciderà la maggioranza dei votanti.
Il via libera al referendum è arrivato quando, a fine gennaio, sono state depositate in Cassazione le 550mila firme raccolte per chiedere la consultazione popolare, iniziativa promossa da 15 cittadini. È una delle strade che prevede la Costituzione.
Il quesito
Si arriva così al quesito, mai così travagliato. La Corte di Cassazione, il mese scorso, con un’ordinanza ha dichiarato legittima la richiesta di modifica al testo originario, sempre promossa dai 15 “volenterosi”, come sono chiamati.
Ecco il quesito modificato: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?». La novità sta nel dettaglio degli articoli.
Che cosa cambierebbe
Il nuovo quesito non cambia la sostanza. Al centro, c’è la riforma della Costituzione che modifica l’ordinamento giurisdizionale con l’intento di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituendo due Consigli superiori della magistratura distinti (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Consiglio superiore della magistratura (Csm).
Votare sì significa approvare il testo della legge e consentirne l’entrata in vigore definitiva. Votare no comporta il rigetto della riforma, conservando l’assetto costituzionale precedente.
Gli appuntamenti sul territorio per il sì e per il no
Sono ancora diverse, da qui al 22-23 marzo, le occasioni per comprendere meglio i temi della riforma e per formarsi una propria opinione. Il circolo Pd Alba-Roddi ha in programma un ciclo di incontri con gli avvocati Sonia Grimaldi e Luca Guastini: il 5 marzo a Lequio Berria, dalle 20.45 presso la sala Ferrero (al secondo piano del Municipio); il 12 marzo a Canale e il 16 marzo a Santo Stefano Roero.
Per tornare ad Alba, giovedì 5 marzo alle 20.30 in sala Riolfo e alle 21 a Bra nel centro Arpino, l’Anpi e il comitato Giusto dire no esporranno le ragioni di chi è contrario alla riforma. Sotto le torri, la serata sarà moderata da Paolo Tonini Bossi e interverranno: Giulia Bertolino, magistrata, Giorgio Scagliola, avvocato, e Michele Cauda, presidente dell’Anpi locale. Gli ospiti di Bra saranno i magistrati Ludovico Astengo e Paolo Roffinella; il moderatore sarà Claudio Gallizio.
Per il sì, invece, arriverà in città l’editorialista Gianluigi Paragone, che interverrà il 6 marzo alle 21 al palazzo Mostre e congressi. L’incontro è organizzato dal Comitato spontaneo per il sì attivo sul territorio. Lo stesso giorno, alle 18, Paragone interverrà all’auditorium Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo. A coordinare gli incontri sarà l’ex senatore Marco Perosino.
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