Finita la fuga di Elia Del Grande, arrestato nel Varesotto alla guida di un’auto rubata

Del Grande è stato notato lungo la Sp 18 a Varano Borghi, in provincia di Varese, non lontano dal suo paese natale, Cadrezzate. La misura di sicurezza nei confronti dell'uomo era stata da poco prorogata per un altro anno.

Seconda fuga in sei mesi per Elia Del Grande: era in permesso da una casa-lavoro di Alba

AGGIORNAMENTO  È stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali Elia Del Grande, il 50enne fuggito il giorno di Pasqua dalla casa-lavoro di Alba che doveva frequentare e dalla quale era uscito grazie a una licenza. L’uomo si trova nel carcere di Varese, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Quella di Pasqua è stata la seconda fuga dell’autore della strage dei fornai, l’omicidio avvenuto nel gennaio 1998 di padre, madre e fratello che si opponevano al suo matrimonio con una giovane domenicana.

Fermato vicino a Cadrezzate

Del Grande è stato notato lungo la Sp 18 a Varano Borghi, in provincia di Varese, non lontano dal suo paese natale, Cadrezzate. Era al volante di una Fiat 500, risultata poi rubata al cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende, con la quale ha cercato di eludere il controllo fermandosi nella strada di accesso di un’abitazione privata. Raggiunto e bloccato, quando il carabiniere si è avvicinato al lato guida intimando all’autista di scendere, e cercando di sottrargli le chiavi dell’auto, il fuggitivo ha tentato un’ultima disperata manovra nella quale il militare è stato ferito, in modo lieve.

Condannato a 30 in primo appello

Condannato all’ergastolo in primo grado e a 30 anni in appello, Del Grande aveva iniziato a godere della semilibertà dopo aver scontato 26 anni e 4 mesi in carcere. In casa-lavoro ci era finito dopo la violazione della misura di sorveglianza, una decisione che l’uomo ha sempre contestato sostenendo di essersi rifatto una vita, con tanto di lavoro e di una compagna.

Fuggito lo scorso 30 ottobre da una casa-lavoro nel Modenese, era stato rintracciato dopo circa un mese a Cadrezzate, il suo paese di origine in provincia di Varese. La misura di sicurezza nei confronti dell’uomo era stata da poco prorogata per un altro anno.

Il motivo della fuga

Lo scorso 26 marzo la procura generale del Piemonte, interpellata, aveva infatti dato parere contrario all’azzeramento della misura. Niente libertà dal 13 aprile, come sperava, motivo che lo avrebbe spinto alla nuova fuga. «Il Magistrato ha detto che è socialmente pericoloso, ma non lo è; ha voluto rinchiuderlo perché riteneva non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio», ha detto la compagna, Rossella Piras, che lo scorso autunno è stata indagata per aver favorito la prima fuga del compagno

Ansa

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