George Clooney a Cuneo: «Ragazzi, difendete la verità, aiutate i più deboli e non vivete nel rimpianto»

La star mondiale ha partecipato ai “Dialoghi sul Talento”, il format di incontri promosso dalla Fondazione Crc per offrire alle giovani generazioni un confronto tra personalità di rilievo internazionale. Tra i temi trattati, anche le politiche di Trump

George Clooney a Cuneo: «Ragazzi, difendete la verità, aiutate i più deboli e non vivete nel rimpianto» 7

Servizio di Pierangelo Vacchetto

CUNEO – A Cuneo, davanti a una platea di studenti e rappresentanti del territorio, George Clooney ha partecipato ai “Dialoghi sul Talento”, il format di incontri promosso dalla Fondazione Crc per offrire alle giovani generazioni un confronto tra personalità di rilievo internazionale che negli anni scorsi ha portato in città ospiti d’eccezione, come Paolo Nespoli, Andrea Bocelli, Pep Guardiola Steffi Graf e Kerry Kennedy. Ha aperto il suo intervento in italiano, rompendo subito il ghiaccio: “Sono già stato a Cuneo… in moto”. Un esordio informale per un incontro che ha toccato temi cruciali come libertà di stampa, diritti umani, democrazia e nuove sfide legate all’intelligenza artificiale.

L’attore e attivista è intervenuto dopo il saluto del presidente della Fondazione CRC, Mauro Gola, e dopo la presentazione dei progetti del contest “Impegnati nei diritti”, illustrati da Denise Arneodo (associazione Apice), Ramona Liboà (Comune di Morozzo) e Roberta Bernardi (istituto Virginio Donadio di Dronero). Tra le scuole erano presenti tra le altre i licei albesi, la scuola enologica e le scuole di Bra, Fossano e Cuneo. In platea anche i sindaci di Cuneo Alba e Bra e varie personalità del territorio e rappresentanti delle realtà aziendali della provincia.

Libertà di stampa e giustizia

Clooney ha affrontato con decisione il tema della repressione dei giornalisti: “Mettere in prigione un giornalista, se io fossi il governo dell’Azerbaigian e tu fossi un reporter che scrive qualcosa che non mi piace, userei il sistema giudiziario per dire che stai sostenendo il terrorismo… e ti metterei in carcere. Non solo per colpire te, ma per mettere a tacere tutti gli altri giornalisti che farebbero domande”. Un passaggio diretto, che chiarisce la strategia dei regimi: “Quindi lavoriamo all’interno dei sistemi giudiziari di diversi Paesi per fare in modo che il processo sia equo nei confronti dei giornalisti”. E ha aggiunto: “Ne abbiamo molti: abbiamo una premio Nobel che si chiama Maria Ressa che lavora duramente per essere libera nelle Filippine”.

Democrazia e confronto

Ripercorrendo la sua formazione negli Stati Uniti, Clooney ha sottolineato il valore del dissenso: “Sono cresciuto in un periodo in cui negli Stati Uniti c’erano il movimento per i diritti civili, quello delle donne e contro la guerra in Vietnam, già a 7 o 8 anni sapevamo che dovevamo partecipare al dibattito”.

“Le persone non saranno d’accordo con te… è così che funziona, dovrebbe essere proprio così”. E ha lanciato un messaggio chiaro ai giovani: “Non puoi pretendere la libertà di parola e poi dire: però non dite cose cattive su di me”. Ha ricordato come la democrazia sia una conquista continua: “È una battaglia che abbiamo affrontato costantemente e che voi vi troverete a combattere per tutta la vita”. E ancora: “Dobbiamo avere queste conversazioni, non per mettere a tacere le opinioni, ma per trovare un modo di rendere il mondo migliore”.

Il ruolo degli attori e della cultura

Rispondendo a una domanda sul suo lavoro, Clooney ha riflettuto sul mestiere dell’attore:“Gli attori hanno il privilegio di fingere di essere cose che in realtà non sono… ho interpretato ladri, criminali”. E ha aggiunto con ironia: “La recitazione è un mestiere buffo”. Ma anche con profondità: “Cerchiamo di mostrare alle persone un altro lato della vita: a volte ci riusciamo, a volte meno”. E ha aggiunto: “Rappresentare una figura negativa può aiutare a sensibilizzarti sui temi”.

Clooney ha riconosciuto i progressi nel settore cinematografico: “Le donne venivano trattate molto peggio. Non credo sia più possibile oggi ed è un fatto molto positivo”. Ha citato un punto di svolta: “Dopo Harvey Weinstein le cose sono migliorate” e ha espresso fiducia: “Ho piena fiducia nelle prossime generazioni:  la vita adesso è sulle vostre spalle”.

Impegno politico e responsabilità

Sulla sua esposizione politica, è stato netto: “Quando ero giovane e povero… ho imparato che potevo cavarmela anche senza nulla”. Un racconto personale: “Andavo ai provini in bicicletta… ho dormito per quattro anni sul pavimento di uno sgabuzzino”. “Devi alzarti in piedi davanti alle cose in cui credi… chi sei se non hai dei principi e non li difendi?”.

Parlando della politica americana e delle recenti elezioni, ha espresso preoccupazione: “Ci sono istituzioni che contano. La NATO è stata una grande alleata, l’idea di smantellarla mi preoccupa molto”. E su Donald Trump: “Puoi sostenere idee conservatrici, ma ci deve essere una linea di decenza che non oltrepasseremo. Ci saranno persone in questa sala che sono coinvolte a sostegno di Donald Trump, ma quando hai qualcuno che ieri ha detto che ‘metteremo fine a una civiltà’, questo è un crimine di guerra. Punto.”

Attivismo e giovani

Clooney ha difeso il suo impegno pubblico, anche quando accusato di superficialità: “Non ho bisogno di essere più famoso, cerco di fare un po’ di luce su persone che non riescono ad ottenere aiuti”.

Il passaggio più forte è stato dedicato agli studenti: “Fallire non è una cosa negativa, non si può avere successo senza fallire”. E ancora: “Se non inseguite i vostri sogni, quando sarete alla mia età sarà troppo tardi”. Un invito diretto: “Difendete le persone che hanno meno potere di voi e affrontate quelle che ne hanno di più”.

In chiusura, un messaggio personale e potente: “Abbiamo una sola vita da vivere. Non volete arrivare alla mia età e dire: avrei voluto provarci”. E l’ultima esortazione: “Non vivete nel rimpianto: buttatevi ragazzi”. Un intervento intenso e diretto, che ha lasciato ai giovani presenti non solo riflessioni, ma una responsabilità chiara: costruire un futuro più giusto, senza paura di esporsi.

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