TORINO – A Torino si appresta a cambiare volto il centro commerciale Green pea, l’eco-sogno in zona Lingotto di Oscar Farinetti, nato a fine 2020, in piena stagione Covid. Lo riportano le edizioni locali de La Stampa e del Corriere della Sera.
Sorto accanto al primo Eataly aperto nel 2007, oggi appare come un guscio semivuoto: i primi tre piani dell’edificio, costruito sulle ceneri dell’ex area industriale Carpano, che fino a poco tempo fa ospitavano marchi dedicati all’energia, al movimento, alla casa, all’abbigliamento e al tempo libero, sono vuoti. L’edificio resta aperto: all’ultimo piano, Otium, l’hub con lounge bar e piscina a sbalzo sul tetto, continua a richiamare visitatori, mentre il resto è chiuso.
La famiglia Farinetti affitterà gli spazi un tempo occupati dal retail a banche e aziende. «Quando abbiamo aperto nel 2020, il progetto aveva due anime: quella dei servizi e quella del retail», spiega a La Stampa Francesco Farinetti, executive chairman di Green pea. «In questi sei anni di attività abbiamo capito una cosa molto chiara: tutta la parte legata ai servizi, soprattutto in chiave green, funziona molto bene ed è sempre più richiesta». Ma per la vendita di prodotti direttamente ai clienti «le difficoltà sono maggiori, e non solo per noi: è un tema che riguarda tutto il settore. L’online ha cambiato profondamente le abitudini, e la vendita del prodotto fisico, soprattutto se di nicchia, è più complessa. Inoltre, la nostra proposta era volutamente molto verticale sul green, quindi meno ampia rispetto ad altri operatori».
Oggi gli spazi sono stati affittati e in fase di allestimento. «Nei prossimi mesi arriveranno nuovi operatori, sempre in ottica servizi. Non posso ancora fare nomi, ma ci saranno attività legate al mondo bancario e al customer care, per un totale di circa 400 persone che lavoreranno stabilmente nella struttura».
Ansa
