Salute: una settimana dedicata alla prevenzione della pertosse

Dal 13 al 17 aprile informazione vaccinazioni e open day nelle Asl

Sanità Piemonte: avanti con le prestazioni serali
Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi - foto ©Andrea Olimpi

SANITÀ – Dal 13 al 17 aprile il Piemonte promuove una settimana di informazione e divulgazione vaccinale dedicata alla pertosse, indicata come una minaccia emergente nel panorama sanitario. L’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, in una fase in cui i casi registrati negli ultimi anni risultano in forte aumento rispetto al passato.

Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace, infatti, la pertosse ha fatto segnare una ripresa significativa. Un dato che preoccupa soprattutto per l’elevata mortalità e morbilità associate all’infezione, in particolare nei pazienti pediatrici nei primi mesi di vita e negli adulti più fragili. Per questo motivo la Regione intende rafforzare l’offerta vaccinale e la diffusione delle informazioni utili alla prevenzione.

Come puntualizza l’assessore alla Sanità Federico Riboldi «le iniziative di divulgazione e informazione saranno rivolte a tutta la popolazione e dedicheranno particolare attenzione a fasce specifiche come le donne in gravidanza, i soggetti fragili e gli operatori sanitari. Alle donne in gravidanza sarà dedicata la campagna informativa “Proteggi te, proteggi il tuo neonato”, con la finalità di garantire un’informazione adeguata sulla sicurezza della vaccinazione e sulla sua importanza per la salute del nascituro. Agli operatori sanitari saranno invece rivolti la campagna “Proteggi chi cura, proteggi chi nasce” e un progetto di formazione a distanza per garantire l’ottimizzazione della conoscenza non solo delle strategie preventive contro la pertosse, ma anche diagnostiche e terapeutiche».

Nel corso della settimana saranno inoltre organizzati nelle aziende sanitarie open day dedicati alla vaccinazione del personale sanitario e della popolazione interessata. Ad aprire simbolicamente il programma sarà, il 13 aprile, il convegno “Vaccinarsi in Pediatria: nuove sfide per proteggere il futuro”, in programma all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Il quadro epidemiologico spiega il motivo dell’attenzione crescente. In Europa, nel 2023, sono stati registrati oltre 25.000 casi di pertosse, mentre nel 2024, nel solo periodo compreso tra gennaio e marzo, i casi osservati hanno superato quota 32.000, con un netto incremento rispetto agli anni precedenti. In Italia, tra gennaio e maggio 2024, sono stati registrati 9,9 casi per milione di abitanti. In Piemonte, i casi sono passati da 9 nel 2023 a 271 nel 2024.

L’incidenza più alta è stata rilevata nella popolazione pediatrica sotto i 3 anni di età, la fascia più esposta al rischio di complicanze, ma numerosi casi hanno riguardato anche la popolazione adulta, con conseguenze pesanti soprattutto per i soggetti più vulnerabili a causa di patologie concomitanti o condizioni di fragilità.

La pertosse è un’infezione respiratoria causata dal batterio Bordetella Pertussis e si trasmette attraverso il contatto con secrezioni respiratorie, come le goccioline di saliva emesse parlando o starnutendo. Si tratta di una malattia estremamente contagiosa: una sola persona infetta può trasmetterla fino al 90% delle persone non vaccinate con cui entra in contatto.

I sintomi compaiono in genere dopo circa 10 giorni dal contagio e si manifestano con crisi di tosse intense e difficilmente controllabili, che possono rendere faticosa la respirazione. Nei neonati e nei primi mesi di vita, la malattia comporta rischi molto seri: gli accessi di tosse possono provocare vere e proprie crisi di soffocamento, con riduzione dell’apporto di ossigeno al cervello e possibili danni neurologici permanenti. Nei casi più gravi l’infezione può anche risultare fatale.

Anche in età adulta il decorso può presentarsi severo, soprattutto in presenza di difese immunitarie ridotte, come nel caso di persone anziane o sottoposte a terapie oncologiche. Una diagnosi tempestiva consente di avviare rapidamente una terapia antibiotica mirata, ma la prevenzione resta lo strumento più efficace in ogni fase della vita.

La vaccinazione contro la pertosse si basa su un vaccino acellulare, composto da elementi altamente purificati del batterio, e viene somministrata insieme ai vaccini contro difterite e tetano. È considerata sicura ed è raccomandata fin dai 2 mesi di età. Poiché l’immunità non è definitiva, sono necessari richiami nel corso della vita per mantenere una protezione adeguata.

Particolarmente importante è la vaccinazione in gravidanza, tra la 27ª e la 32ª settimana di gestazione. In questa fase, infatti, la madre trasmette al nascituro il massimo livello possibile di anticorpi, garantendogli una protezione nei primi mesi di vita, fino alla vaccinazione diretta del bambino.

Da qui deriva il cosiddetto effetto “bozzolo”, ritenuto fondamentale per proteggere il neonato attraverso la vaccinazione dei genitori e dei familiari più vicini. Lo stesso principio vale anche per i pazienti adulti più fragili: per limitare la circolazione dell’infezione nella popolazione e ridurre il rischio per chi è più esposto, risultano decisivi i richiami vaccinali previsti ogni 10 anni, soprattutto tra il personale sanitario e tra coloro che entrano in contatto con soggetti vulnerabili.

Redazione

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