VIABILITÀ – Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, atteso da 34 anni, entrano ufficialmente in vigore le nuove regole sugli autovelox. Il provvedimento disciplina caratteristiche, requisiti, procedure di omologazione, taratura e verifica del corretto funzionamento dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.
L’obiettivo è uniformare la normativa su tutto il territorio nazionale e mettere fine alle incertezze che negli ultimi anni hanno alimentato migliaia di ricorsi contro le multe elevate con strumenti privi di omologazione.
L’effetto immediato del decreto sarà lo spegnimento di circa 850 autovelox che non risultano omologati e che dovranno completare l’iter previsto prima di poter tornare in funzione. Restano invece operativi 3.150 dispositivi già in possesso di tutti i requisiti richiesti.
«Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale», ha commentato il ministro Matteo Salvini.
Negli ultimi anni numerose sentenze hanno evidenziato la differenza tra la semplice approvazione tecnica e la vera e propria omologazione degli apparecchi. Proprio questa distinzione ha portato molti giudici ad annullare verbali elevati con dispositivi approvati ma non omologati, aprendo un vasto contenzioso tra automobilisti e amministrazioni locali.
Secondo le stime di Assoutenti, il 71% degli autovelox installati in Italia risultava privo della necessaria omologazione. Il decreto distingue però le diverse situazioni: gli apparecchi approvati prima del giugno 2017 potranno ottenere l’omologazione dopo verifiche documentali, test tecnici e tarature, mentre quelli approvati dal Ministero dopo giugno 2017 saranno omologati automaticamente.
Sul fronte delle sanzioni, nel 2025 gli incassi derivanti dagli autovelox sono diminuiti dell’8,9% rispetto all’anno precedente, per un totale di 56,5 milioni di euro. In testa alla classifica c’è Firenze con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna (9,2 milioni), Milano (6,9 milioni), Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). In calo gli introiti di Roma(-52%), Bari (-73%) e Trieste (-94,4%), mentre sono aumentati ad Ancona (+116%), Genova (+54%) e Cagliari(+42%).
Tra i casi più particolari figurano alcuni piccoli Comuni con incassi molto elevati: Galatina, in Puglia, ha registrato oltre 5,3 milioni di euro, i quattro Comuni attraversati dalla cosiddetta “Telesina” in Campania hanno incassato complessivamente 2,7 milioni, mentre Colle Santa Lucia, piccolo centro delle Dolomiti venete, ha superato i 2 milioni di euro.
Positivo ma tardivo, secondo il Codacons, il nuovo provvedimento: «Da aprile 2024, quando la Cassazione ha stabilito che sono nulle le sanzioni elevate da apparecchi approvati ma non omologati, abbiamo assistito a un vero e proprio caos che ha aperto un enorme contenzioso tra automobilisti ed enti locali».
