Ripartire dalla piazza per dar voce al carcere Montalto: l’appuntamento è per sabato 26 in piazza Ferrero

Un sabato pomeriggio per parlare di carcere e conoscere le attività

Ripartire dalla piazza per dar voce al carcere Montalto: l'appuntamento è per sabato 26 in piazza Ferrero

ALBA – «Ci auguriamo che la piazza diventi un luogo di conoscenza delle iniziative in atto e di quelle future, che vedono un collegamento con la casa di reclusione Giuseppe Montalto di Alba grazie al coinvolgimento di realtà del pubblico, del settore formativo e del privato sociale, attive da circa un anno nell’opera di coordinamento denominata Tavolo carcere»: è la speranza del garante comunale Emilio De Vitto in vista di “Ripartiamo dalla piazza”, il 26 settembre. Dalle 16 alle 19 piazza Ferrero, grazie al progetto “Ripartenze” sostenuto dalla fondazione Crc, si trasformerà in luogo di incontro, confronto e possibilità.

«Il progetto riprende un’esperienza di anni fa. Oggi come allora si vogliono valorizzare le attività svolte in carcere», spiega Elena Saglietti, vicepresidente della cooperativa sociale Motiva, nata di recente dalla fusione tra diverse realtà del territorio (Cis e le cooperative Orso, Alice e Ginepro). L’idea maturata all’interno del Tavolo carcere, a cui aderiscono numerose associazioni che operano a stretto contatto con il Montalto, è creare un appuntamento per portare nello spazio pubblico una riflessione sul tema della detenzione e del reinserimento sociale.

«Un detenuto che impara un lavoro e che all’uscita ha una prospettiva occupazionale ha meno possibilità di recidiva. Con questa convinzione abbiamo pensato a un evento che possa mostrare alla popolazione che si può cambiare e che ci sono storie che hanno un lieto fine», aggiunge Saglietti.

Le proposte

Durante il pomeriggio saranno numerose le attività proposte, come un concerto con il gruppo Gli incantastorie e un laboratorio di autoriparazione biciclette con i volontari di Ciclopop-la ciclofficina popolare, in cui sarà possibile portare la propria bici. Questa realtà è nata a febbraio grazie alla comunità Valle Cherasca e alla Fiab, con l’obiettivo di fornire gli strumenti per effettuare piccole riparazioni delle biciclette in autonomia e sensibilizzare su mobilità sostenibile e sicurezza stradale.

Il sodalizio, coinvolto negli appuntamenti della Settimana europea della mobilità, ha avviato un progetto a favore degli ospiti del Monralto. Ne parla Guido Moraglio, anima della Ciclofficina insieme ad Alessandro Proglio e William Tullio: «Abbiamo incontrato due volte un signore in regime di semilibertà. È stata un’esperienza proficua e, a ottobre, proseguiremo con persone sottoposte a restrizioni maggiori. Abbiamo trovato delle biciclette da riparare grazie alla Caritas, che poi potranno essere usate da chi è in semilibertà e ogni giorno va in città a lavorare».

Ancora Moraglio: «Non siamo professionisti. Stiamo imparando pure noi, e dalle operazioni più semplici come il cambio della gomma, dei freni o della catena, siamo già riusciti a fare qualcosa di più laborioso, come la sostituzione di un raggio. Abbiamo un carretto da attaccare alla bicicletta con tutto l’occorrente per le riparazioni e, nello Spazio Dom di via Giacosa, disponiamo di una piccola rimessa. Nel locale, accogliamo ogni martedì (ore 17.30-19) chiunque voglia imparare e chi, anziché lasciare arrugginire una bicicletta in garage, desideri donarla. Tra loro, ci sono molti migranti che frequentano la Caritas». Il 26, in piazza Ferrero, «saremo muniti di tutto l’occorrente per mostrare le attività e farci conoscere dal pubblico».

Il Tavolo carcere

Sempre sabato 26, sarà presentato il Tavolo carcere, lo spazio di confronto che si riunisce due volte a settimana. Non mancherà un’area curata da Csv (società solidale Ets dedicata alla promozione del volontariato). Per conoscere storie di successo e ripartenza ci sarà una mostra su percorsi ed esperienze che vanno oltre la detenzione. E si potrà assistere alla presentazione di un’opera performativa tridimensionale curata dagli studenti del Pinot Gallizio.

«”Ripartiamo dalla piazza” vuole essere un’occasione per riportare al centro una domanda importante: cosa significa davvero ripartire dopo un’esperienza di detenzione e quale ruolo può avere il territorio?», spiegano gli organizzatori. «L’idea non è nuova. Era nata anni fa, poi si era interrotta. Il primo a crederci fu Italo Seletto, a cui oggi è intitolato il Mercato della terra albese, fu lui a dirci: vi ospito tra i produttori», racconta Elena Saglietti. «Oggi c’è di nuovo un terreno fertile adatto a riproporre l’iniziativa. È ripartita l’attività del Tavolo e si è ricostituita la rete di coloro che operano dentro e fuori al Montalto con diversi ruoli ma un unico obiettivo», aggiunge ancora Saglietti.

Il progetto con capofila la cooperativa sociale Motiva è sostenuto da molte realtà istituzionali, tra cui il Ministero di giustizia e il Comune di Alba, ed è realizzato nell’ambito della Settimana europea della mobilità, in collaborazione con l’assessorato alla mobilità urbana e trasporti pubblici.

Presenti anche le Acli cuneesi

L’iniziativa vedrà la presenza delle Acli cuneesi che porteranno la loro esperienza all’interno del percorso di accompagnamento dei detenuti nella casa lavoro di Alba. I volontari Acli al Montalto non offrono solo un aiuto concreto, ma uno spazio di ascolto, orientamento e relazione con l’esterno.

«Quando entri nel mondo carcerario, trovi una realtà che da fuori non è facile capire. Svolgere volontariato in carcere è un’esperienza umana arricchente», dice Piergiorgio Previotto del Consiglio delle Acli cuneesi. «Vogliamo restituirgli la fiducia e la consapevolezza di poter ancora costruire, con le giuste scelte, il loro futuro», afferma il presidente delle Acli per la provincia di Cuneo, Elio Lingua.

Il mercatino dedicato alle economie carcerarie

Una prima proposta, a cui domenica 4 ottobre (dalle 10 alle 18) seguirà Valelapena!, il mercatino di cibo, artigianato e idee dell’economia penitenziaria e della legalità che porterà in piazza Pertinace sedici realtà coinvolte in attività di integrazione sociale in diversi istituti penitenziari del territorio.  

e.r. e d.ba.

Banner Gazzetta d'Alba