VERDUNO – Nel 1986, a Ottawa, l’Organizzazione mondiale della sanità sanciva un cambio di paradigma fondamentale nell’intendere il concetto stesso di salute: non più assenza di malattia, ma esito di un processo virtuoso che coinvolge ambienti di vita, relazioni sociali, equità e partecipazione attiva delle persone e delle comunità. Dalla Carta di Ottawa nasceva, pochi anni dopo, la Rete internazionale health promoting hospitals and health services (Hph), con l’obiettivo di portare i principi della promozione della salute dentro le organizzazioni sanitarie stesse, ospedali e servizi territoriali, come componente strutturale del modo di curare e di organizzare la cura.
A quarant’anni dalla firma della Carta di Ottawa, le Reti Hph italiane promuovono una giornata di riflessione, un bilancio critico e uno sguardo in avanti sull’approccio alla promozione della salute. Un incontro che sarà ospitato presso l’auditorium dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, lunedì 26 ottobre, alle 8.30. Il convegno si propone come momento d’incontro tra memoria storica, prassi consolidate e strategie emergenti, per interrogarsi su come la promozione della salute possa e debba continuare a ri-orientare concretamente l’organizzazione e la trasformazione dei servizi sanitari italiani.
Destinatari del congresso sono gli operatori delle Aziende aderenti alle Reti Hph italiane e alle Task force internazionali Salute e cultura e Benessere del personale sanitario, soggetti istituzionali e operatori delle Aziende sanitarie e ospedaliere italiane, operatori culturali, enti del terzo settore, studenti e specializzandi in ambito sanitario. L’iscrizione è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria sul portale regionale Ecm www.formazionesanitapiemonte.it entro il 19 ottobre. Per informazioni: osru@aslcn2.it
