Bra: Guido Gay racconta al Lions le scoperte negli abissi

L’ingegnere ed esploratore, scopritore della corazzata Roma, ospite del Lions Club Bra Host

Bra: Guido Gay racconta al Lions le scoperte negli abissi

di Lino Ferrero

CHERASCO – Il piacere della scoperta e la voglia di condividere il sapere sono stati i protagonisti della serata organizzata dal Lions Club Bra Host, che il 24 settembre, alla Porta delle Langhe di Cherasco, ha avuto come ospite Guido Gay.

Ingegnere, inventore, imprenditore ed esploratore, Gay, originario di Pinerolo, è da sempre appassionato di viaggi e di esplorazioni. Il ritrovamento della corazzata Roma è certamente una delle sue imprese più note, ma il suo percorso è costellato di avventure e scoperte che lo hanno portato a indagare alcuni dei grandi misteri dell’antichità e della modernità.

La sua è una storia fatta soprattutto di curiosità, passione e determinazione. Per le sue esplorazioni non ha potuto contare su grandi mezzi o risorse, ma è riuscito a raggiungere risultati straordinari, trasformando la curiosità in esperienza concreta e facendo della ricerca una vera e propria avventura.

Durante la serata, attraverso immagini e racconti, Guido Gay ha accompagnato i soci del Lions Club Bra Host alla scoperta dei segreti del Mar Mediterraneo, un mare che ancora oggi continua a sorprendere per la sua straordinaria ricchezza e per le testimonianze che custodisce.

A conclusione dell’incontro, la presidente Silvia Gullino ha ringraziato il relatore per il prezioso intervento, sottolineando l’impegno del Lions Club nel promuovere iniziative capaci di favorire la coesione sociale e l’arricchimento culturale, in sintonia con i valori fondamentali del lionismo.

Curiosità, interesse e partecipazione hanno accompagnato l’intera serata, conclusa da un lungo e caloroso applauso.

Una vita dedicata alle profondità marine

Guido Gay è nato a Pinerolo e si è laureato al Politecnico di Milano. A partire dagli anni Settanta ha iniziato a sviluppare tecnologie per l’esplorazione delle profondità marine, trasformando progressivamente la sua passione per il mare in un’attività di ricerca e innovazione.

È conosciuto in particolare per aver progettato e costruito i robot subacquei filoguidati della serie Pluto, utilizzati da diverse marine militari per la ricerca e la neutralizzazione delle mine e impiegati anche nell’industria petrolifera. Questi sistemi sono in grado di operare fino a 4.000 metri di profondità.

A bordo del suo catamarano Daedalus, Gay ha fatto dell’esplorazione marina una vera missione. L’imbarcazione è diventata una piattaforma operativa per i suoi robot, permettendogli di condurre ricerche e individuare relitti e siti di interesse storico a grandi profondità.

Tra le sue imprese più celebri c’è il ritrovamento, nel 2012, del relitto della corazzata Roma, orgoglio della Marina Militare Italiana, affondata il 9 settembre 1943 a oltre 1.000 metri di profondità al largo della Sardegna.

Nel corso delle sue esplorazioni ha inoltre individuato altri importanti relitti moderni, tra cui il transatlantico Transylvania e il piroscafo Principe Umberto.

La sua attività non si è però limitata alla ricerca di relitti moderni. Gay si è dedicato anche all’archeologia subacquea, individuando e segnalando alle autorità oltre 45 siti di epoca greco-romana. Un lavoro che ha contribuito a una migliore conoscenza e mappatura delle antiche rotte commerciali del Mediterraneo.

Per il valore delle sue attività e dei suoi contributi ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’Argento al Merito di Marina, conferitagli nel 2012.

Una storia, quella di Guido Gay, che dimostra come curiosità, ingegno e passione possano trasformarsi in strumenti capaci di aprire nuove strade alla conoscenza e di riportare alla luce tesori nascosti nelle profondità del mare.

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