di Valter Manzone
BRA – L’associazione Insieme ha festeggiato i suoi primi dieci anni di vita e l’ha fatto sabato scorso in un affollato centro Giovanni Arpino, con decine di voci che hanno ripercorso la traiettoria vincente di un gruppo che si dedica alle persone. Un pomeriggio di solidarietà con il sindaco Gianni Fogliato, l’assessora Lucilla Ciravegna, i volontari di tutte le associazioni: dalla Croce rossa alla Caritas, il tutto animato dai canti del coro alpino di Mattia Savigliano.
Raccontano i volontari: «Il gruppo è nato quando appena erano passate le due prime grandi ondate migratorie, quella marocchina e quella albanese. È sbocciata da un’idea proposta dal diacono Faustino Gioelli, da volontari appassionati tra i quali Tino Ricciardi, portato via dal Covid sei anni fa». L’associazione, fin da subito e grazie all’aiuto di molti, si è mossa al servizio delle persone che arrivavano a Bra per trovare lavoro e casa, degli anziani nelle Rsa, dei malati da portare negli ospedali per le terapie. Un grande gesto, il loro, che il Comune, le fondazioni, gli amici hanno sorretto.

Aggiunge il volontario Gian Mario Ricciardi: «Un pomeriggio per ringraziare tutti coloro che hanno aiutato l’associazione a creare una nuova rete di solidarietà e uno sportello di umanità, ma anche un pomeriggio di ricordi, dalla prima auto acquistata per i malati alle tantissime pratiche fatte, ai nodi sciolti». Conclude Ricciardi: «Abbiamo ricordato i primi passi, dieci anni fa tra mille difficoltà e rischi. Le telefonate all’ufficio immigrazione della Questura: erano sul filo della legge per ottenere, perorare, sollecitare i permessi di soggiorno ai contatti per i contratti delle prime badanti venute in zona dall’Africa e dai Paesi dell’Est. È stata una pratica d’inclusione che a coinvolto moltissime persone».
Molti dei presenti, sabato scorso, hanno respirato la soddisfazione di aver dato una mano agli altri e lo si percepiva negli occhi e nei volti dei presenti cui hanno offerto serenità, aiuto, soccorso e forse, questo, è stato il grazie più profondo. Dice Faustino Gioelli: «È proprio vero, oggi come allora fa più rumore un albero che cade che una piccola foresta che cresce e costruisce legami, lavoro, serenità e umanità».
