OTTOBRE MISSIONARIO – Nel mese di ottobre, tradizionalmente dedicato alla spiritualità missionaria, la Chiesa celebra la centesima Giornata missionaria mondiale, guidata dal tema “Uno in Cristo, uniti nella missione”. Un tempo di comunione con tutte le comunità cristiane sparse nel mondo e di preghiera per le nuove comunità e per i missionari che le sostengono. Papa Leone XIV, nel suo messaggio dedicato alla Giornata, scrive: «La prima responsabilità missionaria della Chiesa è rinnovare e mantenere viva l’unità spirituale e fraterna fra i suoi membri».
Ecco tre testimonianze di giovani che hanno fatto esperienza in terra di missione quest’anno. I viaggi di condivisione missionaria sono stati possibili grazie al percorso di formazione “Perché no? Giovani in missione”, promosso dai centri missionari delle diocesi in provincia di Cuneo. L’obiettivo del viaggio è duplice: far conoscere una realtà diversa e permettere ai giovani di osservare da vicino il lavoro dei missionari sul campo, così da condividere al ritorno insegnamenti preziosi e ispirazione per le attività personali, pastorali e sociali da portare avanti in futuro. Nell’estate 2026 sono partiti diciannove giovani tra cui sette provenienti da tutta la diocesi di Alba.
Andrea, Elisa, Ilaria, Marta, Letizia e Luca
IN KENIA – A luglio 2026 siamo partiti per un’esperienza missionaria a Marsabit, nel Nord del Kenya. Il nostro gruppo, composto da Andrea Proietti di Pollenzo, Letizia Puppione di Baldissero, Ilaria Alasia e Luca Borgogno di Cherasco, Marta Pelissero di Centallo, Elisa Dovetta di Piasco, è stato accompagnato da Michael Kasela e, dall’Italia, da Patrizia Manzone. Grazie a Michael e alle tante persone incontrate, abbiamo vissuto un’esperienza fatta di accoglienza, condivisione e incontri.

In primis, vogliamo ringraziare le famiglie che ci hanno ospitati, ci hanno accolti come parte della loro famiglia, condividendo con noi la quotidianità e i loro pasti tradizionali. Anche noi abbiamo portato dall’Italia pasta, sughi, cioccolato e biscotti tipici, creando un semplice, ma significativo, scambio culturale attraverso il cibo. Durante la nostra permanenza abbiamo visitato numerose scuole di Marsabit e dei villaggi circostanti, oltre alle diverse realtà del territorio impegnate nel sostegno ai bambini più bisognosi e alle giovani ragazze madri. In questi incontri abbiamo avuto modo di giocare con i più piccoli e, insieme ai ragazzi più grandi, scoprire e imparare i loro canti e balli tradizionali. A nostra volta, abbiamo condiviso con loro alcuni canti italiani, creando così un bello scambio fatto di musica e allegria.
Grazie alle suore, ai sacerdoti e ai catechisti che ci hanno accompagnati, perché ci hanno fatto scoprire tribù dei villaggi lontani dai principali centri abitati, spesso affrontando strade non asfaltate e rese difficili dalle piogge. In questi luoghi abbiamo lasciato a casa i nostri pregiudizi, e abbiamo potuto vivere incontri autentici, scoprendo usanze e tradizioni diverse dalle nostre. Abbiamo condiviso momenti di vita, fede e preghiera, superando anche le differenze linguistiche.

Siamo partiti con il desiderio di donare qualcosa e siamo tornati consapevoli di aver ricevuto molto di più: volti, storie, sorrisi e incontri che porteremo con noi nel cuore. Ci portiamo a casa tre domande che desideriamo condividere, affinché possano diventare uno spunto per mantenere il cuore e la mente aperti: come puoi donarti? Come puoi fare da ponte tra culture? Come puoi contribuire a creare un’umanità più umana? Non abbiamo risposte definitive. Abbiamo però scoperto che ogni incontro autentico, ogni gesto di ascolto e ogni passo compiuto insieme possono trasformare non soltanto chi riceve, ma anche chi sceglie di mettersi in cammino. Il viaggio missionario finisce, ma la missione continua ogni giorno, nei luoghi che abitiamo e nelle persone che incontriamo.
