di Beppe Malò
CUNEO – È stata una giornata importante nella provincia di Cuneo nell’emersione e nel contrasto allo sfruttamento e alla violazione di diritti nel comparto agricolo. Si è svolta una missione della Commissione parlamentare sulle condizioni di sicurezza e salute sul lavoro che, dopo il Sud, è arrivata al Nord per mettere a fuoco la realtà della Granda, con riferimento al comparto frutticolo a quello del vino sulle colline di Langhe e Roero.
A presiedere i lavori è stata la parlamentare cuneese Chiara Gribaudo. Dopo un sopralluogo a Saluzzo, in Prefettura sono stati ascoltati in audizioni i sindacati e altri portatori d’interesse. Al termine, ha commentato l’onorevole: «La Commissione sta conducendo un’indagine nazionale sul fenomeno del caporalato e, più in generale, sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori agricoli. La visita nel Saluzzese ha rappresentato un’importante occasione per confrontarsi con le istituzioni, incontrare gli attori del territorio e visitare alcune strutture dedicate all’accoglienza dei lavoratori. Il territorio di Saluzzo presenta un’esperienza di particolare interesse, caratterizzata da una significativa capacità di collaborazione tra le realtà locali. Caritas, enti territoriali e Comune di Saluzzo hanno saputo unirsi in un percorso condiviso, formalizzato attraverso un protocollo riconosciuto anche dalla Regione. Un esempio positivo di come la cooperazione tra istituzioni e soggetti del territorio possa contribuire ad affrontare un fenomeno complesso come quello dello sfruttamento lavorativo in agricoltura».
E ha proseguito: «Tuttavia, accanto a queste esperienze di eccellenza, permangono criticità che non possono essere ignorate. Tra queste, la sicurezza stradale rappresenta un problema rilevante: le strade strette e non sempre adeguate al traffico dei mezzi agricoli e agli spostamenti dei lavoratori possono favorire situazioni di rischio e incidenti. È quindi necessario intervenire per migliorare la viabilità e garantire condizioni di maggiore sicurezza. Un altro tema centrale riguarda il lavoro e i costi che le imprese agricole devono sostenere. In territori come quello saluzzese, i costi delle strutture e degli alloggi possono essere particolarmente elevati, creando difficoltà sia per gli imprenditori sia per i lavoratori. La questione abitativa, insieme alla disponibilità di risorse e servizi adeguati, richiede pertanto interventi strutturali».
Diverso è il quadro delle Langhe: «Se nel Saluzzese sono emersi elementi positivi sul piano della collaborazione territoriale e dell’organizzazione degli interventi, nelle Langhe restano margini di miglioramento. Le verifiche effettuate dai parlamentari, attraverso gli organi competenti, hanno inoltre evidenziato irregolarità molto rilevanti, con percentuali che richiedono ulteriori approfondimenti. È importante riconoscere entrambe le dimensioni: da un lato le esperienze virtuose, dall’altro le problematiche ancora presenti, senza nascondere le criticità. Sul piano normativo, occorre proseguire il lavoro per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto allo sfruttamento. Il decreto flussi ha conosciuto alcuni miglioramenti, ma resta necessario rafforzare l’applicazione della legge n. 199 del 2016 contro il caporalato, anche attraverso un maggiore coinvolgimento degli strumenti di qualificazione e controllo della filiera agricola, come la Rete del lavoro agricolo di qualità».
Gribaudo ha concluso: «La sfida è costruire un sistema capace di coniugare la sostenibilità delle imprese con la tutela dei diritti dei lavoratori. Servono misure più strutturate, interventi coordinati e risposte concrete alle difficoltà abitative, alla sicurezza negli spostamenti e agli ostacoli burocratici e linguistici che spesso rendono più difficile l’accesso ai servizi e la conoscenza dei propri diritti. Preservare l’umanità e la dignità del lavoro deve essere l’obiettivo prioritario».
Lo sciopero e il presidio fuori dalla Prefettura
All’esterno della Prefettura, nel primo pomeriggio e con l’intento di sostenere il lavoro della Commissione, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno convocato un presidio a cui hanno partecipato lavoratori agricoli. Per l’intera giornata è stato anche indetto uno sciopero provinciale del comparto. Oltre a trasporti adeguati e a politiche abitative, i sindacati chiedono anche la regia pubblica nelle procedure di assunzione dei braccianti, così da contrastare il caporalato.










