Crack Egea / Pierpaolo Carini sceglie il rito abbreviato, i tre ex manager chiedono di patteggiare

La giudice Victoria Dunn ha ammesso la costituzione a parte civile di una decina di azionisti, tra loro c'è anche il Comune di Alba

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L’AGGIORNAMENTO – Prosegue nelle aule del Tribunale di Asti il procedimento a carico dell’ex patron di Egea Pierpaolo Carini alla sbarra per il crack della multiservizi albese. Con lui anche tre manager di Egea, Valter Bruno, Giuseppe Zanca e Daniele Bertolotti, accusati a vario titolo di false comunicazioni sociali per i bilanci approvati tra il 2017 e il 2021. I tre hanno chiesto di accedere al patteggiamento per pene comprese tra un anno e due mesi e un anno e quattro mesi, con il beneficio della sospensione condizionale.

Diversa la scelta di Carini, che rappresentato in aula dagli avvocati Michele Galasso del foro di Torino e Alessio Lanzi del foro di Milano ha chiesto di procedere con rito abbreviato subordinandolo all’esame in contraddittorio e al confronto tecnico tra i consulenti della difesa e quelli della Procura della Repubblica di Asti.

Nell’udienza preliminare celebrata oggi, la giudice Victoria Dunn ha accettato la costituzione a parte civile di una decina di azionisti tra cui figura anche il Comune di Alba.

Il procedimento è stato rinviato al mercoledì 10 dicembre mentre la discussione della causa  e la decisione da parte del giudice sono previste per mercoledì 17 dicembre.

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