ALBA – I consiglieri comunali del centrodestra Emanuele Bolla, Riccardo Spolaore, Lorenzo Barbero, Carlo Bo, Domenico Boeri, Massimo Reggio, Nadia Gomba ed Elisa Boschiazzo hanno presentato una mozione per chiedere al Comune una disciplina chiara e uniforme sulla documentazione dei permessi retribuiti degli amministratori e sui relativi rimborsi ai datori di lavoro: «La legge riconosce agli amministratori il diritto di assentarsi dal lavoro per svolgere il proprio mandato, ma richiede anche che attività e tempi siano documentati puntualmente. Non vogliamo limitare alcun diritto: chiediamo semplicemente regole precise, uguali per tutti e verificabili».
La mozione richiama gli articoli 79 e 80 del Tuel. In particolare, ai presidenti dei gruppi consiliari dei Comuni sopra i 15mila abitanti spettano, oltre agli altri permessi, fino a 24 ore lavorative mensili per l’espletamento del mandato: «Proprio perché le attività riconducibili al mandato possono essere molto ampie, è necessario sapere con chiarezza quando il permesso viene utilizzato, per quale attività, in quale fascia oraria e per quante ore».
Ad Alba non esiste oggi una disciplina regolamentare specifica su queste modalità di documentazione e rimborso. La mozione chiede quindi una modulistica uniforme che indichi giorno, tipologia del permesso, attività svolta, orari, ore utilizzate ed eventuali tempi di percorrenza, distinguendo chiaramente i permessi per Consigli e altri organi collegiali dalle ulteriori 24 ore mensili dei capigruppo: «In assenza di una regolamentazione chiara si rischia di favorire un sistema di rimborsi facili a vantaggio di chi li richiede, con causali generiche e controlli meno efficaci. Abbiamo rilevato un sistema poco regolamentato che lascia più spazio ad automatismi, zone grigie e utilizzi eccessivamente disinvolti. Quando il Comune rimborsa al datore di lavoro il costo di un’assenza, vengono utilizzate risorse pubbliche. Per questo chiediamo regole chiare, tracciabilità e controlli uguali per tutti. È una questione di trasparenza e buon uso del denaro dei cittadini».
