Raccolti 3mila euro per l’emergenza alimentare dell’Uganda grazie alla solidarietà albese

Una straordinaria e prolungata siccità ha fermato anche i tre trattori inviati negli anni grazie alla generosità di molti albesi. Con i primi fondi inviati sono stati acquistati beni di prima necessità

Raccolti 3mila euro per l'emergenza alimentare dell’Uganda 1

di Matteo Grasso

SOLIDARIETÀ – Una reazione tempestiva e generosa. La comunità albese ha ancora una volta risposto presente: nel giro di un mese, sono stati raccolti oltre tremila euro destinati ad affrontare la drammatica emergenza alimentare che sta colpendo l’Uganda. La crisi è nata da una prolungata e straordinaria siccità che ha reso i terreni talmente duri, aridi e spaccati da rendere impossibile ogni tipo di coltivazione.

Una paralisi che ha persino bloccato i tre trattori inviati sul posto negli anni grazie agli albesi e alla famiglia di Flavio Molino (il primo nel 2011, il secondo nel 2015 e l’ultimo nel 2025). Senza la possibilità di lavorare la terra, per centinaia di famiglie e bambini la fame è diventata una minaccia quotidiana. L’appello era stato lanciato da fratel Severino Marcato e Loredana a nome del gruppo di albesi che da tempo segue da vicino le vicende del Paese africano.

Raccolti 3mila euro per l'emergenza alimentare dell’Uganda

I risultati non si sono fatti attendere: con i primi duemila euro già trasferiti a Kalongo, la comunità locale – che accoglie oltre 1.500 bambini – ha potuto acquistare immediatamente i beni di prima necessità. Attraverso gli smartphone sono giunte ad Alba le prime immagini e testimonianze fotografiche dei piccoli finalmente seduti a consumare un pasto abbondante. «Con i telefonini ci sono stati mandati gli scatti di questo momento bellissimo e allegro», dichiara emozionato fratel Severino. «Un grande ringraziamento va a tutti gli amici albesi che hanno creduto subito all’appello. Ora speriamo che arrivino anche migliori condizioni climatiche affinché si possa vivere sereni e far tornare in funzione i nostri tre trattori per il lavoro agricolo».

A fare da ponte tra Alba e la nazione africana è Prisca Ojok Auma, profuga di guerra oggi residente in Italia ma sempre legata alla sua terra d’origine. Severino ricorda: «Ho conosciuto Prisca il 27 agosto del 2010 a Kalongo, nel Nord dell’Uganda, nella missione dei Comboniani. Anche allora avevano problemi con la pioggia, ma con il nostro arrivo ne era scesa un po’. Prisca lo sottolineò con una battuta e aggiunse: “Il mondo deve sapere quello che abbiamo subito a causa della guerra che ha colpito il mio Paese”».

Da quell’incontro è nato un canale diretto e spontaneo di aiuti, fondato su una fiducia profonda, che negli anni ha portato all’invio dei tre mezzi agricoli e di beni per l’assistenza alla popolazione locale.

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