di Serena Corradi
IL CASO- Il recente caso di aggressione ai danni di uno studente avvenuto al terminal dei bus di Alba non sarebbe un episodio isolato. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, infatti, si tratterebbe di una dinamica che si ripete ormai da anni.
Un clima pesante, quello raccontato da alcuni lavoratori della struttura, fatto di insulti, spintoni e intimidazioni, fino alla paura di attraversare le porte d’ingresso o semplicemente di attendere la propria coincidenza.
Al centro della vicenda, avvenuta il 7 ottobre, c’è un quindicenne che, secondo quanto riferito, sarebbe finito nel mirino di un gruppo di ragazzi dopo aver preso le difese di una coetanea. Il giovane sarebbe stato picchiato e, nei giorni successivi, avrebbe ricevuto nuove minacce. La famiglia si è quindi rivolta alle Forze dell’ordine e ha presentato querela.
Una delle minacce sarebbe stata pronunciata proprio al terminal. «Ti sgozzo come un maiale»: queste le parole rivolte al ragazzo, secondo quanto riferito da alcuni testimoni che però preferiscono rimanere anonimi.

Nei giorni successivi all’aggressione, lo studente è tornato al terminal e si è rifugiato dietro il bancone del bar, impaurito dalla possibilità di incontrare nuovamente il bullo che lo aveva minacciato, probabilmente nuovamente presente alla stazione. Un episodio che, sempre stando alle testimonianze, non sarebbe isolato: anche altri giovani in difficoltà avrebbero cercato riparo nel locale o chiesto aiuto ai lavoratori presenti nella struttura. «Alcuni mi chiedono di essere accompagnati fuori dal terminal o di rimanere all’interno del bus, ma naturalmente non possiamo farli rimanere sul mezzo una volta giunti al capolinea albese», racconta uno degli autisti con cui abbiamo parlato. I racconti ascoltati sul posto riguardano anche altri episodi. Tra cui quello di un ragazzo che sarebbe stato spinto mentre si trovava vicino a un autobus in movimento, rischiando di essere coinvolto in un incidente. Il ragazzo aveva però preferito non indicare chi lo aveva spinto, pur conoscendo i responsabili, per paura di eventuali ripercussioni.
«Lavoro e giro qua da quindici anni e la situazione è sempre stata questa», racconta un’altra persona presente nel terminal descrivendo comportamenti che, a suo dire, metterebbero in difficoltà soprattutto gli studenti più giovani e quelli che arrivano ad Alba dai paesi vicini. Le criticità riguarderebbero anche gli accessi alla stazione, dove gruppi di persone, talvolta anche adulte, pare si fermino ostacolando il passaggio. Un disagio che coinvolgerebbe anche gli autisti e il personale di servizio, costretti a utilizzare ingressi secondari per evitare di incrociare queste persone.

«È assurdo che dei ragazzini debbano avere paura di passare dal terminal. Il sindaco e gli enti responsabili devono impegnarsi a garantire una vigilanza, anche soltanto nelle ore in cui c’è più confusione. Questi ragazzi devono essere liberi di passare tranquillamente, senza avere paura di essere picchiati, maltrattati, spinti o insultati». La richiesta giunge al fine di garantire una presenza visibile e capace, dove possibile, di scoraggiare almeno le prepotenze e di poter contattare tempestivamente le Forze dell’ordine in caso di reale necessità.
Per chi frequenta il terminal ogni giorno, la questione non si esaurisce nell’ultimo fatto di cronaca, ma riguarda la possibilità, per gli studenti, di utilizzare il trasporto pubblico senza paura. Una richiesta di intervento che chiama in causa la prevenzione, il coordinamento tra le istituzioni e il gestore dei trasporti, oltre all’individuazione di misure concrete per rendere più sicuro uno spazio frequentato quotidianamente da centinaia di persone.
