di Lino Ferrero
SANFRÈ – Ci sono storie che hanno il potere straordinario di annullare il tempo e di riportarci a quel calore unico che solo la voce di un nonno sa regalare. È proprio questa l’atmosfera che si respira sfogliando I Fantaracconti del nonno, la raccolta firmata da Giuseppe Canavero che invita grandi e piccini a condividere un viaggio nel cuore della meraviglia. Nato a Torino nel 1952 vivo ora a Sanfrè, paese della mamma. Hobby fotografia e pittura per molti anni collaboratore del bollettino parrocchiale in particolare sulla storia di quadri delle chiese di Sanfrè con ricerche storiche sul paese. Giuseppe Canavero è un sanfredese appassionato di storia locale.

Già dal primo sguardo alla copertina si viene catapultati in un bosco animato e pieno di vita. Tra i rami degli alberi e i sentieri immersi nel verde si muove un gruppo di personaggi davvero singolare: un saggio gufo con gli occhiali posato su un ramo, una volpe dallo sguardo curioso, uno scoiattolo indaffarato, una gazza, un coniglio dalle sfumature azzurre e persino una rana che sembra compiere una danza scatenata sul ruscello. Ogni figura sembra pronta a uscire dalla pagina per iniziare a raccontare la propria avventura.
Ma ciò che rende speciale questo libro non è soltanto la ricchezza visiva o la simpatia dei suoi protagonisti, bensì la capacità di trasformare la lettura in un vero e proprio rito d’affetto. Le pagine scorrono con una leggerezza naturale, offrendo una narrazione fluida e alla portata dei più piccoli, perfetta sia per accompagnare i momenti che precedono la buonanotte, sia per regalare una pausa di serenità durante la giornata. In un’epoca in cui spesso si va di corsa, l’opera di Giuseppe Canavero offre una preziosa occasione per rallentare. È un invito aperto a riscoprire il gusto della narrazione semplice, dove la natura diventa scenario di fiaba e l’immaginazione torna a essere la compagna di giochi più bella per ogni bambino.
Lino Ferrero
