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Alberto Gatto: «Questo è stato l’anno della concretezza»

Il sindaco traccia un bilancio sul 2025, un anno particolarmente complesso sul fronte dei conti comunali

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Alberto Gatto - Sindaco di Alba

ALBAGli ultimi giorni dell’anno sono fitti d’impegni, scadenze, frenetici per la necessità di condensare dodici mesi complessi. Ma, allo stesso tempo, è il momento dei bilanci. È così anche per chi ha la responsabilità di amministrare la nostra città, a partire dal sindaco Alberto Gatto, che ha chiuso il suo primo anno completo alla guida dell’Amministrazione. Lo abbiamo intervistato.

Come giudica, Gatto, questi 12 mesi dal punto di vista politico e amministrativo?

«È stato un anno intenso, che ha richiesto grande attenzione e capacità di tenere insieme visione e gestione quotidiana. Abbiamo lavorato molto sulla solidità dell’azione amministrativa, portando avanti interventi diffusi sul territorio cittadino e avviando opere attese da tempo. Penso agli investimenti sulla mobilità – dalla nuova strada di Gamba di bosco all’avanzamento della rotatoria di Scaparoni, fino alle ciclabili strategiche –, all’avvio del rifacimento del porfido del centro storico grazie al contributo della fondazione Crc, ma anche alla manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, rii e torrenti. Sul piano culturale, poi, il riconoscimento di Alba come capitale italiana dell’arte contemporanea 2027 rappresenta un risultato importante, che dà senso a un lavoro costruito nel tempo. Parlerei di un anno di concretezza, in cui si sono poste basi solide per il futuro».

C’è stato un momento in cui, a causa delle difficoltà indotte dall’adeguamento dei costi energetici e dell’accantonamento per l’uscita da Egea, l’Amministrazione ha temuto per la programmazione 2025?

«C’è stata la consapevolezza di dover affrontare una fase complessa con grande prudenza. Questi bisogni hanno inciso in modo rilevante sul bilancio, obbligandoci a scelte responsabili. Per far fronte all’aumento dei costi energetici, abbiamo incrementato in modo strutturale la spesa corrente, senza però scaricare questi costi sui cittadini: le aliquote Irpef, Imu e Tari sono rimaste invariate (salvo quanto stabilito dal Governo nazionale), così come le tariffe dei servizi educativi e del trasporto pubblico. È stato possibile grazie a un lavoro di efficientamento e a una gestione molto attenta. La programmazione è stata rimodulata, ma non messa in discussione».

L’anno contabile, però, si chiude con l’avanzo di amministrazione praticamente azzerato.

«È stata una scelta consapevole, legata al contesto. Abbiamo ritenuto corretto utilizzare le risorse, proprio per sostenere investimenti, in coerenza con il programma elettorale e le linee di mandato. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, vedremo una serie di cantieri finanziati proprio con queste somme. In una fase come questa, con costi in crescita e molte opere da avviare o completare, accumulare avanzo avrebbe avuto meno senso che rafforzare la capacità del Comune di rispondere ai bisogni della città, mantenendo al tempo stesso equilibrio e sostenibilità dei conti».

A proposito di investimenti, a giugno occorrerà iniziare a rendicontare le opere finanziate con il Pnrr. E l’asilo di corso Europa rappresenta una criticità importante.

«Il Pnrr richiede attenzione, soprattutto nella fase di rendicontazione. Il nuovo nido è una situazione nota, che stiamo seguendo. Al momento non vedo altre criticità strutturali, ma continuiamo a monitorare ogni intervento, perché il rispetto dei tempi e delle procedure è fondamentale».

Come definirebbe il rapporto con l’opposizione?

«Un rapporto corretto, non sempre semplice. Su alcuni temi siamo riusciti a trovare convergenze, su altri le posizioni restano distanti. Fa parte della dialettica democratica. Da parte nostra c’è sempre stata disponibilità al confronto nel merito delle scelte, senza chiusure pregiudiziali».

Con quale spirito guarda, in questo momento, al 2026?

«Con realismo e fiducia. Il 2026 sarà un anno impegnativo: rifiuti, viabilità, tangenziale, il subentro del consorzio Cogesi, il terzo ponte, le iniziative verso il 2027. Sono temi complessi, ma anche delle occasioni importanti. Li affronteremo uno alla volta, con la programmazione e il dialogo, sapendo che Alba ha le competenze e le energie per reggere questa fase».

Di quale traguardo va più fiero?

«Se dovessi indicarne uno, direi senza dubbio la capacità di riuscire a trasformare scelte complesse in risultati concreti. Penso all’avvio di infrastrutture bloccate da anni. Cito di nuovo la bretella di San Cassiano, ma anche l’acquisto e il recupero dell’ex casa Miroglio, in via Manzoni, per l’ampliamento del centro studi Beppe Fenoglio, per arrivare agli investimenti sugli impianti sportivi, come la nuova pista di atletica di San Cassiano, anche in questo caso attesa da molto tempo. Accanto a questo, non posso non sottolineare ancora una volta che il titolo di capitale dell’arte contemporanea rafforzerà il ruolo della città a livello nazionale e aprirà una prospettiva importante di sviluppo culturale e turistico».

Ma, con il senno di poi, vorrebbe cambiare qualche scelta adottata nel corso degli ultimi dodici mesi?
«Con una visione a posteriori, alcune decisioni possono sempre essere affinate, ma vorrei rivendicare il metodo con cui sono state prese: ascolto, valutazione tecnica e responsabilità politica. Sono sempre più convinto che amministrare una città come Alba significhi assumersi il peso delle scelte, guardando al futuro da costruire».

Che cosa vuole dire ai cittadini?
«Come Amministrazione, assicuro loro che continueremo a lavorare con impegno e molta concretezza, mettendo al centro la città e le sue persone, come facciamo da inizio mandato. Alba ha radici solide e una grande capacità di affrontare tutto ciò che ci aspetta. Insieme».  b.m.

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