di Lino Ferrero
BRA – Mentre quasi dappertutto il passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo è stato scandito da brindisi, musica e festeggiamenti fragorosi, a Bra l’arrivo del 2026 si è vissuto in modo diverso, più raccolto e profondo. Nel silenzio, nella preghiera e nella condivisione, il monastero delle sorelle Clarisse ha aperto le sue porte alla comunità per una serata speciale, offrendo un’occasione di riflessione e di incontro per salutare il 2025 e accogliere il nuovo anno sotto il segno della pace.
Tra i momenti più attesi e suggestivi della serata, la tradizionale consegna del santo protettore ha suscitato particolare emozione. Un gesto antico e carico di significato, che affida a ciascun partecipante la figura di un santo destinato ad accompagnarlo idealmente per i dodici mesi successivi, come guida spirituale, spunto di riflessione ed esempio di vita per l’anno appena iniziato.
Le Clarisse di Bra, con la loro vita di clausura e la costante fedeltà al ritmo della preghiera, continuano così a tessere una trama spirituale silenziosa ma preziosa, capace di sostenere e arricchire l’intera comunità braidese. Un invito, il loro, a partecipare ai momenti più significativi della liturgia, soprattutto durante le festività, riscoprendo il valore della spiritualità condivisa.
La celebrazione, molto partecipata, è stata presieduta dal salesiano braidese don Marco Panero, docente alla Pontificia università salesiana di Roma, che recentemente ha presentato un libro dedicato alla riscoperta delle “preghiere del buon cristiano” imparate da bambini. A concelebrare, don Riccardo Frigerio, direttore dei Salesiani di Bra, con la presenza del diacono permanente Mario Levrone. Una notte di Capodanno diversa, ma intensa, capace di lasciare un segno profondo nei cuori dei presenti.
