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Ad Asti la fiaccola olimpica. Il Coni: Poca attenzione per gli atleti locali

Ad Asti la fiaccola olimpica. Il Coni: Poca attenzione per gli atleti locali
Gli ambasciatori dello sport di Asti con uno dei tedofori.

di Paolo Cavaglià

 ASTI La fiaccola olimpica di Milano-Cortina è transitata ad Asti – dopo Bra, La Morra e Alba – ieri mattina (12 gennaio), a quasi vent’anni dal primo passaggio, avvenuto mercoledì primo febbraio 2006 in occasione dei Giochi invernali di Torino.

Parecchia gente ha assistito al passaggio dei tedofori di cui non si è saputo il nome. È mancato infatti un supporto audio che indicasse al pubblico chi portava la torcia. Proveniente da Alba la fiaccola ha fatto sosta in piazza Campo del Palio, da dove è ripartita passando per piazza Alfieri, corso Alfieri e corso Torino, per chiudere al distributore Eni della statale 10. La carovana olimpica è stata chiusa da una decina di ambasciatori dello sport della città di Asti.

La delegata Coni di Asti, Lavinia Saracco, ha dichiarato: «Nessuna polemica, ma serviva più attenzione ai nostri atleti; nessuno di noi, nel Coni regionale, ha potuto confrontarsi con l’organizzazione. La piattaforma per candidarsi era già chiusa da mesi e, nonostante il mio personale interessamento, non abbiamo avuto contatti. Avrei voluto che i nostri meravigliosi atleti come Alice Sotero, Matteo Piano e Matteo Torchio potessero rappresentare l’Astigiano come simboli olimpici».

 

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