ASTI – Nella mattinata del 15 gennaio , durante un servizio di pattuglia, gli operatori del Nucleo radiomobile dei Carabinieri di Asti, in transito in strada Borbore ad Asti, hanno avvertito un forte odore di bruciato proveniente da un cortile di un edificio privato.
L’esito del controllo
A seguito di un controllo visivo dall’esterno, gli operanti hanno notato un contenitore metallico con materiale in fase di combustione. Accedendo al cortile, sono stati avvistati due soggetti che, alla vista delle pattuglie, si sono dati alla fuga nel bosco retrostante, facendo perdere le loro tracce.
Matasse di cavi e bobine
Nel corso degli accertamenti è stata riscontrata la presenza di due furgoni Iveco Daily parcheggiati in modo anomalo e utilizzati per occultare, sotto una tettoia, numerose matasse di cavi e bobine di materiale ferroso, in particolare rame, di varie dimensioni e colorazioni. Parte del materiale risultava già lavorato, mentre un’ulteriore quantità era pronta per la lavorazione; sul posto era inoltre presente una macchina sguaina-cavi.
La provenienza illecita del materiale
All’interno di uno dei furgoni venivano rinvenute sacche contenenti ulteriori cavi in rame, analoghi a quelli trovati all’esterno. Nessuno dei soggetti presenti sul posto è stato in grado di fornire idonea documentazione attestante la lecita provenienza del materiale, che risultava privo di elementi identificativi.
Il sequestro: 4 tonnellate di materiale ferroso
Alla luce di quanto emerso, è scattato il sequestro probatorio dell’intero quantitativo di materiale ferroso, nonché di uno dei furgoni utilizzati per il trasporto. Il materiale sequestrato è risultato pari a circa 4.060 chilogrammi di rame.
Le indagini sono in corso al fine di accertare la provenienza del materiale e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
