di Beppe Malò
ALBA – La Rsa San Paolo ha compiuto tre anni di attività. Per raccoglierne la memoria e valutare il percorso compiuto, la direzione e i volontari che operano all’interno della struttura hanno avuto l’idea di coinvolgere in prima persona gli ospiti della casa di riposo. L’occasione è stata offerta dalla decisione di passare il pomeriggio di giovedì scorso in compagnia di chi scrive: ho quindi raccolto le voci e i pensieri di alcuni degli 80 residenti nella struttura.
Ogni giovedì, agli ospiti viene offerta la possibilità di riunirsi in palestra per un momento di condivisione, gioco, discussione e riflessione su argomenti spirituali e sulla parola di Dio. È il Gruppo di convivialità parentale ad animare il pomeriggio. Proprio in questo contesto, ho avuto modo di parlare con loro dell’esperienza maturata in casa di riposo, delle difficoltà a volte importanti che si provano entrando in una nuova realtà, di come cambia la prospettiva esistenziale anche dopo poco tempo passato nella comunità.
Passare il pomeriggio insieme
«Il pomeriggio del giovedì – racconta Angela – è un momento particolarmente atteso. Questo perché siamo invitati a fare tantissime cose: prepariamo le feste di compleanno degli ospiti, i biglietti d’auguri, gli addobbi, i fiori di carta per abbellire la palestra. A volte cantiamo o proviamo delle nuove canzoni al suono di una chitarra. In altri casi prepariamo le gite o semplicemente il passaggio al mercato del mercoledì. Insomma, al giovedì pomeriggio abbiamo sempre molto da fare tutti insieme e con i parenti che ci vengono a trovare per aiutarci e incoraggiarci. L’atmosfera che si crea è bella: la sentiamo tutti e ci arricchisce, anche solo nel momento in cui ci aiutiamo per raggiungere le camere o il salone per la cena».
Caterina le fa eco: «Quando arriva la bella stagione mi piace pensare alle uscite ad Alba o alle gite. L’anno scorso, ad agosto, siamo andati a Castino per sfogliare la meliga e mangiare la polenta. Ci capita anche di andare al mare». Il Gruppo di convivialità parentale aveva preso le mosse su WhatsApp ma, poco per volta, è diventato uno spazio condiviso per progettare esperienze. Gli ospiti mi hanno dato alcune anticipazioni sul programma del 2026: «Stiamo preparando la Corrida, uno spettacolo dove ci proponiamo come cantanti, musicisti e attori. Tra le idee c’è quella di partecipare alle Olimpiadi della quarta età. Nella nostra lista dei desideri c’è una gita a Cisterna per visitare il museo di arti e mestieri di un tempo. Proseguiremo con i balli occitani e avremo ospiti che ci parleranno di come coltivare la spiritualità. Potremo colorare, dipingere, partecipare a laboratori per continuare a coltivare la nostra creatività. Insomma, qui non ci annoiamo mai».
