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Corso Piave: stop all’installazione per l’antenna Iliad

Nei mesi scorsi, dopo il via libera, alcuni residenti avevano manifestato dubbi sull'impatto dell'antenna

Corso Piave / Residenti in protesta per l'antenna della Iliad

di Davide Barile

ALBASe alcune settimane fa i cittadini contrari all’installazione dell’antenna Iliad in corso Piave 88 stavano per arrendersi, ora la situazione è cambiata e, almeno nella prima ripresa, appaiono in vantaggio. È datata sabato 26 gennaio la determina dirigenziale della ripartizione Urbanistica e territorio che annulla, per il principio dell’autotutela, la precedente autorizzazione rilasciata alla società il 25 novembre.

Il progetto

La stazione radio base dovrebbe essere alta 33 metri (con un palo di 30 e un’antenna, mascherata da un cilindro, di tre) e l’installazione avverrebbe in un angolo del cortile del supermercato In’s. Da un lato c’è un campo e, davanti, ci sono i palazzi del complesso Vecchia fornace, accessibili da corso Europa. Alcuni residenti avevano espresso preoccupazione per la distanza dall’impianto, di solo sei metri in certi punti. L’antenna si troverebbe vicino al magazzino del supermercato, con il rischio che qualche camion la urti inavvertitamente, e seppur l’Arpa abbia giudicato i livelli di emissioni nei limiti di legge, gli abitanti non sono tranquilli.

L’iter è partito in primavera e, inizialmente, il Comune e l’ente per la tutela paesaggistica avevano espresso parere negativo. L’autorizzazione del 25 novembre è arrivata dopo che la Iliad ha presentato il nuovo progetto completo di cilindro sommitale. La revoca all’autorizzazione è stata richiesta il 31 dicembre da sei residenti del Vecchia fornace, rappresentati dall’avvocato Pier Giorgio Coppa. L’annullamento della determina da parte dell’ufficio comunale è arrivato il 3 gennaio «per garantire la partecipazione e il contraddittorio dei controinteressati». La Iliad, il 13, ha chiesto di confermare l’autorizzazione precedente e i cittadini hanno presentato ulteriori documenti e osservazioni.

Il futuro

Su cosa si è basata, alla fine, la decisione del Comune? Pur specificando che la Iliad avesse dichiarato nella pratica il «rispetto degli obblighi normativi», si fa notare che era stata omessa la procedura di condivisione dei siti prevista dall’articolo 10 del regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti fissi per teleradiocomunicazione. In sostanza, per le antenne di grandi dimensioni, se nel raggio di mille metri ci sono altre strutture simili il gestore si dovrà appoggiare a quelle già esistenti. Gli scenari possibili sono un ricorso di Iliad o una nuova domanda completa della documentazione mancante. Qualche antenna nelle vicinanze c’è: la compagnia dovrà rinunciare ad averne una tutta per sé?

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