di Sofia Gaviglio e Lino Ferrero
BRA – È stata celebrata con grande solennità oggi, presso i Salesiani di Bra, la festa di Don Bosco, fondatore della famiglia salesiana e instancabile educatore dei giovani. Una giornata intensa e partecipata, ricca di momenti di spiritualità, condivisione e amicizia.
Le celebrazioni hanno preso avvio al mattino, alle ore 10.00, con la Santa Messa della comunità oratoriana, presieduta da don Giorgio De Giorgi. Durante l’omelia, don Giorgio ha presentato la figura di Don Bosco in modo originale e coinvolgente, utilizzando alcuni oggetti simbolici per raccontarne la vita e la missione.
Tra questi, una corda, simile a quella che Don Bosco usava da ragazzo per il salto con la corda, strumento semplice ma efficace per fare apostolato tra i coetanei quando aveva appena undici anni. Un’altra corda ha richiamato invece un momento drammatico della sua giovinezza: quella dell’impiccagione del ragazzo di diciassette anni che Don Boscoaccompagnò al patibolo, episodio che segnò profondamente la sua vocazione e accese in lui il desiderio di salvare i giovani più fragili.
Non è mancato anche un momento di leggerezza: mostrando un pugno di monete, don Giorgio ha scherzato dicendo «faccio l’economo, non potevo che portare delle monete», per poi raccontare un episodio significativo della vita di Don Bosco. Il santo affidò una manciata di monete a un ragazzo noto per essere un ladro, chiedendogli di pagare un falegname. Con grande stupore di tutti, il ragazzo portò a termine l’incarico: per la prima volta nella sua vita qualcuno aveva creduto in lui. Un gesto semplice che racchiude il cuore del metodo educativo salesiano, fondato sulla fiducia, sull’amore e sulla responsabilità.
Al termine della celebrazione, la festa è proseguita con una colazione a base di pane e salame, preparata dai catechisti fin dalle prime ore del mattino, seguita dal pranzo comunitario che ha visto la partecipazione di oltre 170 persone. Un vero momento di fraternità e gioia condivisa, che ha rafforzato il senso di appartenenza alla comunità salesiana di Bra.
Presenti anche le autorità cittadine: il sindaco Gianni Fogliato e il consigliere comunale Lino Ferrero, a testimonianza della stima e del sostegno dell’amministrazione comunale nei confronti dell’opera educativa dei Salesiani sul territorio.
La giornata si è conclusa con il rientro a casa dei partecipanti, ma con il cuore colmo di quanto di bello è stato seminato: dalla Parola di Dio agli insegnamenti di Don Bosco, fino all’amicizia e alla fraternità vissute insieme. Don Riccardo e don Gigi hanno infine dato appuntamento al prossimo evento che coinvolgerà la comunità salesiana, l’oratorio e tutta la città di Bra: il 15 febbraio, in occasione del Carnevale cittadino.
Sempre nel solco del carisma salesiano, domenica 1 febbraio la parrocchia di Madonna del Pilone ha vissuto un momento di profonda spiritualità e calore comunitario. Ospite d’eccezione è stato don Livio Faganello, salesiano proveniente dal Colle Don Bosco, che ha saputo incantare i presenti con un ritratto vivo e toccante di una figura fondamentale per la famiglia salesiana: Mamma Margherita.
Al centro della conferenza, la figura di Margherita Occhiena, la mamma di San Giovanni Bosco. Don Livio ha tratteggiato il profilo di una donna umile ma dalla forza straordinaria, capace di trasformare la fatica quotidiana in un atto d’amore continuo. Non è stata solo la madre biologica del “Santo dei giovani”, ma la colonna portante del primo Oratorio di Valdocco, dove per anni ha cucinato, rammendato e accudito centinaia di ragazzi di strada, diventando per tutti, semplicemente, “Mamma”.
L’evento ha visto una nutrita partecipazione di fedeli, che hanno riempito i locali parrocchiali dimostrando grande interesse per la storia di questa donna, dichiarata Venerabile dalla Chiesa.
«Mamma Margherita non ha lasciato scritti, ma ha scritto la sua fede nelle vite dei giovani che ha salvato insieme a suo figlio.»
Con queste parole, don Livio ha sottolineato l’attualità del messaggio di Margherita, una santità fatta di gesti semplici, di accoglienza e di una fiducia incrollabile nella Provvidenza.
L’incontro si è concluso con un momento di condivisione tra i parrocchiani, arricchiti dalle parole del salesiano del Colle. La comunità di Madonna del Pilone conferma così la sua attenzione alla formazione e al legame profondo con il carisma di Don Bosco.
Intanto dai frazionisti è stata spostata perché fosse più visibile la targa che ricorda don Filippo Barbero, il parroco che per 34 anni è stato parroco di Madonna del Pilone e Boschetto, colui che nel 1986 ha riunito la parrocchia di Madonna del Pilone e di Boschetto in un’unica parrocchia. Don Barbero è stato un “prete del Concilio”, un sacerdote che lo ha vissuto nel suo essere sacerdote e nella visione della Chiesa: ha avuto il dono di vedere lontano e di capire i segni dei tempi. Un grande sacerdote, “profumo di prete” come diceva Papa Francesco. La targa dall’asilo è stata spostata: ora è vicina alla chiesa parrocchiale, ben visibile e veglia sulla frazione e sulla parrocchia che tanto ha amato e fatto amare.









