ALBA – Il regolamento per il conferimento della cittadinanza civica ai minori stranieri residenti nel Comune di Alba è stato approvato, mercoledì scorso, dal Consiglio comunale. Il via libera era già previsto nel corso dell’Assemblea convocata per il 29 settembre dello scorso anno, ma prima dell’inizio della presentazione della delibera da parte dell’assessora Donatella Croce, il consigliere di Fratelli d’Italia Emanuele Bolla, a nome di tutta la minoranza, aveva annunciato la presentazione di 10 emendamenti.
A quel punto all’assessora non era rimasta altra scelta che annunciare il ritiro del testo per valutare nella Commissione competente le proposte. «La nostra iniziativa ha lo scopo di eliminare la parola cittadinanza per sostituirla con una formula più aderente alla realtà delle cose, come potrebbe essere attestato di partecipazione civica», aveva spiegato Bolla.
Il no dell’opposizione
In un documento successivo alla seduta del 29 settembre, la minoranza diffuse poi un documento che meglio spiegava le motivazioni degli emendamenti. «Questo regolamento ha nulla a che fare con il tema della cittadinanza ed è costruito da una maggioranza che non accetta l’esito del referendum dell’8 e del 9 giugno. Il Governo cittadino, su spinta dell’ideologia, sta cercando di inventarsi una cittadinanza tutta sua», ha ancora ribadito il centrodestra. Croce, dal canto suo, aveva risposto così: «È stato verificato che il sentirsi parte di una comunità, anche attraverso uno strumento simbolico come questo, aiuta molto l’inserimento dei giovani di origine straniera. Attraverso questo passaggio, la nostra città si fa parte attiva nel dare una migliore accoglienza e una migliore possibilità d’inserimento a ragazzi e ragazze che saranno nostri futuri cittadini».
Che cos’è la cittadinanza civica
Il regolamento prevede così il conferimento del riconoscimento civico ai minori, figli di immigrati privi di cittadinanza italiana, in regola con l’obbligo scolastico e iscritti all’anagrafe della popolazione albese da almeno 5 anni. Il provvedimento interessa 500 bambini e non sarà una cittadinanza con valore legale. Spetterà ai servizi demografici aggiornare l’Albo dei minori, la valutazione dei criteri e la notifica del diritto a ricevere l’attestato.
«Oltre a tutto ciò di cui abbiamo parlato, in questo modo vogliamo consegnare un riconoscimento legittimo a questi ragazzi, anche in nome del legame che li unisce al nostro territorio», ha ribadito Croce durante il Consiglio. Emanuele Bolla ha, invece, ribadito l’opposta visione dei gruppi d’opposizione: «In questi mesi non è cambiato nulla o quasi. Questo provvedimento non avrà alcuna ricaduta sulle vite di questi giovani, perché si tratta di una falsa cittadinanza, termine in questo modo usato senza ragione».
I commenti
Il consigliere di maggioranza Fabio Tripaldi è intervenuto così: «Siamo ben consapevoli che stiamo parlando di un valore simbolico. Ma anche di una carezza si può dire lo stesso. Il pezzo di carta che sarà consegnato è molto più di un diploma: rappresenta l’abbraccio che le istituzioni non possono fisicamente trasmettere a tutti questi bambini, che sono il futuro». Sotto le torri vivono oggi 3.729 stranieri. «Questi ragazzi porteranno nelle loro famiglie un messaggio importante», ha aggiunto.
Si è proceduto con due votazioni separate. La prima sugli emendamenti, in un solo blocco, tutti respinti. La seconda ha avuto per oggetto il regolamento. Al momento del voto la minoranza ha lasciato la sala consiliare. Il testo è stato approvato.
