di Valter Manzone
BRA – Il volume, che la sezione braidese dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) si appresta a presentare giovedì 5 febbraio alle 21, al centro polifunzionale (largo della Resistenza), vuole ricordare il sacrificio dei fratelli Ennio ed Ettore Carando – cui è intitolata la sala consigliare a Palazzo di città – trucidati dai nazifascisti a Villafranca Piemonte il 5 febbraio 1945.
I fratelli Ennio e Ettore erano figli di Achille Carando, ufficiale sanitario di Bra, allontanato dal servizio per aver rifiutato l’adesione alla repubblica di Salò e primo sindaco della città (eletto per acclamazione) dopo la Liberazione; entrambi aderirono alla Resistenza fin dall’inizio di questo movimento.
Nel corso della serata sarà ricordata in modo particolare la figura di Ennio Carando, che con il nome di battaglia Silvio, fu militante comunista, acuto studioso dell’illuminismo, professore di lettere e filosofia costretto per rappresaglia a un forzato nomadismo lavorativo; l’uomo venne sorpreso dall’armistizio a La Spezia. Nonostante la sua progressiva cecità e le crescenti difficoltà nella deambulazione, si unì al movimento resistenziale prima in Liguria, poi in Piemonte, regione nella quale combattè nelle fila partigiane con il fratello Ettore, con il quale eroicamente affrontò la morte, dopo atroci torture.
La figura del professore Carando sarà rievocata dallo storico Giorgio Pagano, già sindaco di La Spezia, che presenterà il suo libro Ennio Carando, un filosofo nella Resistenza, interamente dedicato alla vita del partigiano braidese. L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Bra, è ad ingresso libero e gratuito.
