Fine vita: in Piemonte la Regione si farà carico dei farmaci

Circolare alle Asl dopo una sentenza della Consulta: coperti anche i dispositivi e l’assistenza

Fine vita: in Piemonte la Regione si farà carico dei farmaci

SANITÀ – In Piemonte arrivano le linee di indirizzo sul suicidio medicalmente assistito: sarà la Regione a sostenere i costi dei farmaci e di qualsiasi dispositivo necessario alla loro somministrazione. La novità è contenuta in una circolare inviata alle Asl, che chiarisce competenze e procedure operative.

Il provvedimento segue il caso di un paziente dell’Asl To4, nel Chivassese e Canavese, al quale, pur dopo la validazione dei requisiti previsti dalla legge, era stato inizialmente risposto che l’azienda sanitaria non potesse «fornire, prescrivere e consegnare farmaci o sostanze potenzialmente utilizzabili nella procedura di suicidio medicalmente assistito».

Nella circolare regionale viene richiamata una recente pronuncia della Corte costituzionale sul fine vita. In particolare si ribadisce «il diritto della persona di ottenere dalle aziende del Servizio sanitario regionale il farmaco, i dispositivi eventualmente occorrenti all’autosomministrazione, nonché l’assistenza sanitaria anche durante l’esecuzione della procedura», precisando che «tali principi dovranno essere aggiornati alla luce di eventuali future pronunce della Corte costituzionale o interventi del legislatore nazionale».

Insieme alla circolare è stato trasmesso alle aziende sanitarie un vademecum di quattro pagine che definisce tempi e passaggi. Entro 48 ore dalla richiesta del paziente deve essere convocata la commissione di valutazione e coinvolto il comitato etico territoriale. Verificati i requisiti sostanziali previsti dalla normativa, la commissione invia una relazione al comitato etico. Spetta quindi all’Asl comunicare l’esito al paziente e, in caso di accoglimento, affidare il caso all’équipe responsabile della procedura, chiamata a «perseguire tempestivamente» quanto previsto.

Il team sanitario incaricato sarà composto da due medici, tra cui uno specialista in cure palliative, due infermieri ed eventualmente uno psicologo.

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