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Vino e mercati: nuovi equilibri globali: ad Alba il punto di Confindustria Cuneo

Dal Report 2025 del Wine Permanent Observer emerge un mercato più selettivo

Le tendenze che agitano l’enologia
La presidente della Sezione Vini e Liquori di Confindustria Cuneo, Paola Lanzavecchia

ECONOMIAGiovedì 5 febbraio, nella Sala Beppe Fenoglio di Alba, si è svolto il convegno “Vino e Mercati – Nuovi mondi, nuovi accordi”, appuntamento annuale promosso da Confindustria Cuneo per la presentazione dei dati del Wine Permanent Observer (Wpo), il centro studi dedicato al comparto vitivinicolo. Al centro dell’incontro, l’analisi degli scenari produttivi e commerciali e il confronto sugli equilibri internazionali, con un focus sugli effetti del dossier UE–Mercosur.

Il quadro che emerge dal Report 2025 restituisce un settore chiamato a misurarsi con una crescente selettività dei mercati, tra stock in aumento a livello nazionale, segnali di pressione sui prezzi e una competizione globale che impone scelte sempre più mirate.

I saluti istituzionali e il ruolo dei dati

Ad aprire i lavori sono stati i saluti delle istituzioni. L’assessore a Transizione ecologica, Ambiente, Agricoltura e Commercio della Città di Alba, Roberto Cavallo, ha sottolineato «l’importanza dell’analisi, dello studio e della diffusione dei dati da parte di soggetti come i consorzi e Confindustria per tutelare e promuovere il territorio».

Nel videomessaggio dell’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, è emersa la necessità di affrontare i mercati con maggiore struttura: «Oggi tutto cambia velocemente, le certezze di ieri diventano incertezze. Dobbiamo esplorare mercati nuovi, ma con i numeri, in modo scientifico, sapendo cosa vendiamo, a chi e a che prezzo».

Il direttore della Direzione Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Balocco, ha ribadito la disponibilità a costruire un osservatorio regionale condiviso per coordinare dati e informazioni, mentre il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Crosetto, ha evidenziato come «i numeri siano fondamentali per orientare le decisioni di imprese e istituzioni in una fase di forte cambiamento».

Produzione e giacenze: l’Italia cresce, il Piemonte frena

I dati elaborati su base Masaf indicano giacenze in cantina pari a 59,4 milioni di ettolitri, in crescita del 4,4% sull’anno precedente, e una produzione italiana 2025 stimata in 47,4 milioni di ettolitri, in aumento del 7% rispetto al 2024. In controtendenza il Piemonte, con 2,15 milioni di ettolitri (-9,5% sul 2024), un calo che contribuisce a contenere l’accumulo di scorte.

A illustrare il quadro è stato Alberto Cugnetto, referente della sezione Vini di Confindustria Cuneo, che ha parlato di un “Piemonte a più velocità”: denominazioni più strutturate convivono con aree dove la pressione di mercato resta elevata. Tra i segnali di equilibrio, il Barolo mostra una riduzione degli imbottigliamenti (-1,3%) e una minore erosione delle giacenze; più complessa la situazione per Barbaresco e per alcune denominazioni a maggiore volume.

Prezzi di uve e vini: volatilità e segnali di assestamento

Sul fronte delle uve, il confronto 2025-2024 evidenzia una riduzione media dei prezzi del -18%, con punte oltre il -25%, dopo gli aumenti molto marcati registrati tra il 2021 e il 2022. Una volatilità che, secondo il Wpo, rischia di avere effetti sull’andamento dei mercati.

Per quanto riguarda i prezzi dei vini in Gdo, la responsabile del Centro Studi di Confindustria Cuneo, Elena Angaramo, ha illustrato un quadro differenziato: Barolo e Barbaresco guidano i valori medi, seguiti da Gavi e Roero Arneis tra i bianchi, mentre il Piemonte Barbera resta il listino più basso. «Dal 2021 ad oggi il trend è di crescita, ma nell’ultimo anno per una parte delle denominazioni i prezzi sono diminuiti», ha spiegato, con cali più evidenti per Roero Arneis, Piemonte Barbera e Gavi.

Export e scenari internazionali

L’analisi dei mercati esteri segnala nei primi nove mesi del 2025 un rallentamento dell’export di vino italiano (-2,2% a valore). In controtendenza Canada e Brasile, che mostrano crescite sia a valore sia a volume, mentre Stati Uniti e Germania presentano andamenti contrastanti.

Il focus sugli accordi commerciali ha portato l’attenzione sul dossier UE–Mercosur. Il segretario generale del Comité Européen des Entreprises Vins, Ignacio Sanchez-Recarte, ha descritto un clima politico complesso a Bruxelles, richiamando i meccanismi di salvaguardia e il tema delle indicazioni geografiche. La vicedirettrice di Federvini, Francesca Migliarucci, ha ricordato il peso economico delle filiere e il potenziale di un’area da 260 milioni di abitanti, con il Brasile come principale motore per il vino.

Dal mercato brasiliano, Julio Vargas di Cantu Importadora ha sottolineato la maggiore selettività del contesto, ma anche il vantaggio competitivo dei vini piemontesi legato a identità e qualità, a patto di rafforzare le azioni di promozione e distribuzione.

Conclusioni: leggere i mercati per decidere

A chiudere il convegno è stata la presidente della Sezione Vini e Liquori di Confindustria Cuneo, Paola Lanzavecchia, che ha ribadito l’obiettivo dell’iniziativa: «Aiutare le imprese a leggere ciò che sta cambiando e a tradurre gli scenari in decisioni utili. La qualità del nostro vino è riconosciuta, ma la competitività si costruisce con informazioni affidabili, scelte coerenti e investimenti mirati».

Un messaggio che sintetizza il senso dell’appuntamento albese: conoscere i numeri e comprendere i nuovi equilibri globali per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del mercato.

Redazione

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