di Mauro Barletta (Ansa)
FEMMINICIDIO – Una ragazzina allegra, solare e con un sogno: diventare psicologa «per aiutare gli altri». Non importa chi sia a parlare: a Nizza Monferrato, una città di 10mila abitanti dove tutti conoscono tutti, le parole che si spendono per parlare di Zoe Trinchero sono queste e poche altre. Una diciassettenne capace di suscitare affetto e simpatia al primo sguardo. «Un peperino che studiava, lavorava e si dava un gran da fare», dice uno dei suoi tanti amici. La morte di Zoe Trinchero ha sconvolto la routine di questa località incastonata fra Alessandria, Asti, Alba e quelle vigne del Piemonte che producono vini rinomati in tutto il mondo.
La rabbia è montata non appena si è sparsa la notizia del ritrovamento del suo corpo senza vita. Uno stato d’animo che per poco non ha provocato una seconda tragedia e che ha visto protagonista, suo malgrado, un giovane di origini straniere che vive a Nizza Monferrato fin da quando era bambino. Il giovane ha dei problemi ed è seguito dai centri di igiene mentale: così, quando si è diffusa la notizia della morte di Zoe, i pregiudizi, accompagnati da alcune voci che in realtà, si scoprirà solo più tardi, altro non erano che un depistaggio messo in piedi dal presunto assassino, il peggio è venuto a galla: decine di persone hanno assediato la sua casa, al punto che sono dovuti intervenire i Carabinieri per prenderlo in consegna e metterlo al sicuro. Si è poi chiarito che lui, con Zoe, non c’entrava niente.
Ora che sono scattate le manette a Nizza Monferrato restano il dolore, lo sconcerto, l’incredulità. Nessuno dice che in città sia sempre filato tutto liscio. È Leonardo, 20 anni, uno dei tanti amici di Zoe: «Quando uscivamo alla sera andavamo sempre a prenderla al lavoro. Con la gente che gira da queste parti non ci fidavamo a lasciarla sola». Non solo. Il giovane, riferendosi a una delle tante persone ascoltate dai Carabinieri prima di procedere all’arresto del sospettato, ha detto che «non è esattamente un personaggio tranquillo, ma per fare una cosa del genere, sempre ammesso che sia stato lui, deve essere impazzito», ha aggiunto.
Zoe non era fidanzata. Qualche tempo fa aveva detto “no” a un ragazzo che la stava corteggiando, ma era finita lì. «A me – dice Nicole, l’amica del cuore – non ha mai raccontato niente di preoccupante e fra noi credo che non ci fossero segreti». Dal 9 dicembre Zoe lavorava al bar della stazione. Quattro ore al giorno. «Proprio ieri – dice il titolare – avevamo parlato di rinnovo del contratto. Era molto cordiale con i clienti, si faceva voler bene. Gli amici passavano sempre a prenderla ma restavano fuori, educatamente, ad aspettare che uscisse. È andata così anche venerdì. Dopo le ultime battute ha salutato tutti dicendo «ci vediamo domani».
Zoe uccisa, l’autopsia chiarirà se il 118 avrebbe potuto salvarla
Non è possibile sapere, al momento, se Zoe Trinchero sia morta per i pugni ricevuti, per strangolamento, o se le sia stato fatale essere stata lanciata nel canale, battendo la testa. Nemmeno se dopo tutto ciò, con un tempestivo intervento medico, si sarebbe potuta salvare. È un dubbio investigativo che solo l’autopsia potrà chiarire a proposito del femminicidio della ragazza di 17 anni, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Nizza Monferrato, per cui ha confessato Alex Manna, 20 anni. L’aggressore invece, a quanto emerso, si è allontanato senza chiamare i soccorsi e Zoe è stata trovata nel rio Nizza ore dopo.
Non una di meno stasera scende in piazza ad Asti per Zoe
Nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 8 febbraio, alle 18.40, in piazza San Secondo ad Asti, si terrà un presidio organizzato dall’associazione Non una di meno.
Lutto cittadino a Nizza Monferrato il giorno del funerale di Zoe
«Il giorno dei funerali di Zoe sarà anche lutto cittadino»: Il sindaco di Nizza Monferrato, Simone Nosenzo, aveva inizialmente pensato di proclamarlo già domani, lunedì 9 febbraio, ma poi ha deciso di rimandare. «Zoe era una ragazza solare, che spesso incontravo per le vie della città. Era conosciuta e benvoluta qui a Nizza: credo sia giusto che venga salutata come merita dall’intera comunità che l’ha cresciuta e amata», aggiunge.
Zoe Trinchero, 17 anni, è stata uccisa nella notte tra il 6 il 7 febbraio e ha confessato un giovane di 20 anni, Alex Manna. Ora la salma di Zoe è a disposizione delle autorità giudiziarie per l’esame autoptico e non si conosce ancora la data delle esequie. «Siamo tutti sconvolti, l’intera comunità è traumatizzata», racconta il primo cittadino, ricordando la giovane ai tempi delle scuole medie: «Aveva frequentato l’indirizzo musicale in città, poi, da poco meno di due mesi, era stata assunta al bar della Stazione per quattro ore al giorno. Il titolare era soddisfatto di lei e del suo lavoro e le avrebbe rinnovato il contratto. So che da grande sognava di diventare psicologa per aiutare gli altri». Tutto si è fermato in un venerdì sera che Nizza Monferrato non dimenticherà. «Adesso non diventerà più grande: non si può morire così, aveva 17 anni», conclude Nosenzo.
