CULTURA – Sabato 7 febbraio, alla Biblioteca Civica G. Ferrero di Alba, è stata inaugurata la mostra fotografica “Fuori e dentro: due mondi in dialogo”, un progetto che racconta il mondo del carcere attraverso immagini intense e cariche di significato.
L’apertura dell’esposizione ha fatto seguito all’incontro “La Casa di reclusione G. Montalto di Alba, tra attualità e futuro”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali con il Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e i referenti del Tavolo carcere.
La mostra sarà visitabile fino al 7 marzo durante l’orario di apertura della Biblioteca Civica G. Ferrero di Alba: martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00; giovedì dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 19.00; sabato dalle 9.00 alle 12.30. Chiuso il lunedì e nei giorni festivi.
Il progetto del fotografo Daniele Robotti invita a esplorare, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, il confine delicato e complesso tra la realtà della reclusione e il mondo esterno. “Fuori-dentro” percorre la frattura esistenziale creata dal carcere: da una parte il mondo esterno che procede incessante, dall’altra una dimensione sospesa, in cui il tempo assume ritmi e significati diversi.
Le fotografie esposte, tutte in bianco e nero, indagano come il “fuori” viva nell’immaginario dei detenuti attraverso istantanee, lettere e ricordi, diventando una presenza costante proprio nella sua assenza. Gli affetti familiari si trasformano, concentrati in visite limitate e parole preziose, ridefinendo ruoli e relazioni all’interno di un contesto rigidamente regolamentato.
Al centro emerge l’identità divisa del detenuto, sospeso tra due mondi: una parte ancora ancorata alla vita esterna, l’altra adattata alle logiche carcerarie. Le temporalità divergono in modo netto: dentro, giorni ripetitivi e attese interminabili; fuori, un mondo che evolve, stagioni che cambiano, figli che crescono. Il “fuori” diventa così l’orizzonte del ritorno, carico di speranze e timori, tra il desiderio di reintegrazione e la paura dello stigma. Prepararsi al ritorno significa mantenere vivo il dialogo con quella realtà esterna e coltivare le risorse necessarie per ricominciare oltre le mura.
Daniele Robotti è un fotografo professionista con trent’anni di esperienza, dalla fotografia di cronaca ai viaggi, dal reportage sociale alla fotografia naturalistica. Attualmente la sua produzione è orientata a storie e soggetti legati all’inchiesta, al ritratto e alla fotografia fine-art.
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