di Andrea Olimpi
CRONACA – Confermato il fermo di Alex Manna per scongiurare il pericolo di fuga; l’imputazione resta quella di omicidio aggravato. Per quanto riguarda l’autopsia, al momento non emergono elementi nuovi rispetto a quanto dichiarato nella tarda serata di ieri.
Zoe sarebbe morta per trauma da precipitazione: era quindi ancora viva, nonostante i pugni ricevuti, quando è caduta per circa tre metri sull’argine del rio. È quanto risulta dalla prima parte degli accertamenti medico-legali eseguiti dall’anatomopatologa Alessandra Cicchini.
La diciassettenne era probabilmente priva di sensi, ma ancora viva, quando è stata spinta nel canale.
Proseguono anche le indagini, che potrebbero portare a un cambio dell’imputazione qualora emergessero nuovi elementi in grado di riconfigurare l’omicidio come femminicidio; al momento resta la dichiarazione resa davanti al pm da Alex Manna, che durante l’interrogatorio ha sostenuto di non provare alcun interesse sentimentale o sessuale per la ragazza, di non aver tentato di baciarla né di averla toccata prima dell’aggressione. Ha riferito che tra loro vi sarebbe stato soltanto un litigio verbale, con toni accesi, quando avevano parlato del suo tradimento, aggiungendo infine di non riuscire a spiegarsi la propria reazione.
