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La rivoluzione dello sguardo: Edward Weston a Torino

A CAMERA 171 immagini raccontano il maestro della fotografia moderna

La rivoluzione dello sguardo: Edward Weston a Torino
Edward Weston: Nudo che galleggia 1939 ©Center for Creative Photography Arizona Board of Regents

di Andrea Olimpi

CULTURA – Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026, gli spazi di CAMERACentro Italiano per la Fotografia, in via delle Rosine 18 a Torino, ospitano Edward Weston. La materia delle forme, grande mostra dedicata al celebre fotografo statunitense. L’esposizione, organizzata da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA, arriva per la prima volta in Italia dopo le tappe di Madrid e Barcellona.

Curata da Sérgio Mah, la rassegna propone 171 immagini – molte delle quali vintage – che ripercorrono tutte le fasi della produzione di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), affiancate da una selezione delle prime edizioni dei libri pubblicati dall’autore. A completare il percorso, il cortometraggio The Photographer (26’, Stati Uniti, 1948) del regista Willard Van Dyke, che documenta l’ultimo periodo di attività di Weston e ne illumina metodo e processo creativo.

La mostra offre una visione ampia e articolata dell’eredità di una delle figure chiave della fotografia moderna nordamericana, in dialogo ideale – e in contrappunto estetico e concettuale – con il modernismo delle prime avanguardie fotografiche europee.

Il percorso espositivo segue l’evoluzione della ricerca di Weston a partire dai primi lavori di impronta pittorialista, caratterizzati da vedute impressionistiche, temi pastorali, ritratti espressivi e da un uso morbido della messa a fuoco e delle ombre. Già in questa fase emerge il suo interesse per la fotografia come linguaggio creativo autonomo.

La svolta arriva con i soggiorni in Messico tra il 1923 e il 1926: qui Weston amplia il repertorio tematico e si allontana definitivamente dal pittorialismo, consolidando uno stile fondato su rigore tecnico, formale e compositivo. Matura la consapevolezza che l’essenza della fotografia risieda nel momento dello scatto e nella capacità di osservare e scegliere, trasformando soggetti comuni in immagini di intensa forza visiva.

Dopo l’esperienza messicana realizza importanti serie di nudi, in cui il corpo umano è concepito principalmente come forma. Emblematico quello del 1936, in cui la sensualità nasce dal gioco di linee, volumi, contorni e ombre, più che da una dimensione narrativa o psicologica. Dal 1927 si dedica anche alle nature morte, attraverso le quali indaga l’essenza senza tempo degli oggetti naturali: il Peperone n. 30 si trasforma in un nudo visto di spalle, mentre la Conchiglia e la Foglia di cavolo escono dalla dimensione quotidiana per diventare protagonisti assoluti dell’immagine.

Dalla fine degli anni Venti il paesaggio assume un ruolo centrale. Weston fotografa i territori dell’Ovest americano – deserti, coste e parchi naturali – privilegiando luoghi incontaminati e privi di presenza umana. Le immagini restituiscono una visione epica e contemplativa della natura, attenta alla luce e alla morfologia del territorio: le fotografie della Death Valley, ad esempio, perseguono un fine artistico e non documentario. Negli anni Quaranta il suo immaginario si fa più malinconico, con immagini legate alla decadenza e alla morte. A Point Lobos, infine, Weston trova una natura primordiale e vitale, capace di sostenere uno sguardo insieme concreto e metafisico sul mondo.

Pioniere di una visione rigorosamente moderna, Weston scelse la fotocamera a grande formato come strumento privilegiato, realizzando immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli. Il rigore tecnico, unito a un profondo legame con natura, luce e forma, ha generato un corpus che comprende nature morte, nudi, paesaggi e ritratti oggi considerati iconici. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, la sua opera offre una prospettiva unica sul processo di affermazione della fotografia e sul ruolo centrale che essa ha assunto nella cultura visiva contemporanea.

Biografia

Edward Weston nasce il 24 marzo 1886 a Highland Park, in Illinois. A vent’anni si trasferisce in California, dove pubblica la sua prima fotografia. Nel 1911 apre uno studio a Tropico e inizia a esporre in saloni fotografici nazionali e internazionali, ottenendo riconoscimenti significativi. Contribuisce alla fondazione dei Camera Pictorialists di Los Angeles e avvia una fase di sperimentazione su angolazioni astratte e variazioni di luce.

Nel 1923 si reca a Città del Messico con il figlio Chandler e la fotografa Tina Modotti, aprendo un nuovo studio. Nel 1927 realizza una serie di nudi che segna un passaggio decisivo nella sua ricerca; estratti dei suoi diari vengono pubblicati sulla rivista Creative Art. Due anni dopo fonda lo studio a Carmel, in California. Nel 1937 diventa il primo fotografo a ricevere una Guggenheim Fellowship.

Nel 1941 viene incaricato di illustrare Leaves of Grass di Walt Whitman, progetto interrotto dopo l’attacco a Pearl Harbor. Nel 1945 gli viene diagnosticato il morbo di Parkinson; nel 1946 il Museum of Modern Art di New York gli dedica una grande retrospettiva con 250 fotografie. Nel 1948 scatta l’ultima immagine a Point Lobos. Muore il 1° gennaio 1958 a Wildcat Hill; le sue ceneri vengono disperse nella zona che oggi porta il nome di Weston Beach.

Informazioni

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 Torino
camera.tocamera@camera.to

Galleria foto ©Andrea Guermani

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