di Andrea Olimpi
CRONACA – Una città ferma sotto la pioggia, un silenzio rotto solo dalla musica e da un lungo applauso. Nella chiesa di Sant’Ippolito, a Nizza Monferrato, si sono svolti i funerali di Zoe Trinchero, la diciassettenne uccisa nella notte tra il 6 e il 7 febbraio. Un addio che ha riunito centinaia di persone, molte delle quali rimaste all’esterno nonostante il maltempo, in attesa dell’arrivo della bara bianca, coperta di rose.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo di Acqui Terme, monsignor Luigi Testore, insieme al parroco di Incisa Scapaccino, don Claudio Montanaro, e a don Paolino Siri. Nell’omelia, don Montanaro ha parlato senza esitazioni di «un altro femminicidio», ricordando come «ancora una volta la violenza di un uomo abbia strappato la vita di una donna», sottolineando quanto il dolore sia ancora più lacerante «perché Zoe aveva tutta la vita davanti». Un invito, poi, rivolto ai giovani: lottare per i propri sogni anche per lei, non sprecare il tempo che resta.
Durante la funzione, la musica ha accompagnato i momenti più intensi. Le note di Nothing Else Matters dei Metallica, tra le canzoni preferite di Zoe, hanno risuonato in chiesa insieme ad altri brani scelti per salutarla. All’uscita del feretro, un applauso lungo e commosso ha riempito il sagrato mentre palloncini bianchi, argentati e neri si alzavano verso il cielo. In molti hanno appuntato sui cappotti un fiocchetto rosso, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.
Presenti anche le istituzioni: con la fascia tricolore i sindaci di Nizza Monferrato, Simone Nosenzo, di Montegrosso d’Asti, Monica Masino, e di Agliano Terme, Marco Biglia. Il Comune di Nizza, insieme ad altri centri del territorio, aveva proclamato il lutto cittadino. Nei giorni precedenti, una fiaccolata aveva attraversato le vie del paese in memoria della giovane.
Sulle porte della chiesa, il messaggio della madre ha dato voce a un dolore impossibile da contenere. «Vola tesoro e aiutami a non sentire solo rabbia. Solo tu ora puoi farlo. Ti aspetto nei miei sogni e ti amerò per sempre». Parole firmate “La tua mamma”, accanto al racconto di un sogno in cui la figlia si volta e sorride. Un’immagine fragile e potente, come l’ultimo saluto di una comunità intera a una ragazza “strappata troppo presto”.
Al termine della funzione religiosa, il corteo funebre si è diretto verso Asti per la cremazione, ultimo passaggio di un addio che ha scosso l’intera Valle Belbo e l’Astigiano. Nel tempio crematorio, prima del saluto definitivo, è stata letta una poesia scritta da un bambino di dieci anni e dedicata a Zoe: a darle voce è stata la madre, Mariangela, in un momento di raccoglimento che ha commosso i presenti. Nella sala sono tornate a risuonare le canzoni che la ragazza ascoltava con gli amici. Il padre, Fabio, ha tenuto tra le mani una rosa nera, mentre la mamma stringeva un mazzo di rose bianche. «Con il vostro permesso la lasciamo andare», ha pronunciato l’officiante, segnando l’ultimo istante di un commiato carico di dolore.

