di Sara Canta e Francesca Pinaffo
ALBA – Che ne sarà dell’asilo Nostra Signora del suffragio del Mussotto? Sullo scorso numero, Gazzetta d’Alba ha parlato dell’intenzione della cooperativa Progetto Emmaus, che lo gestisce, di chiudere a fronte del calo demografico. Il 5 febbraio, si sono riuniti i familiari dei bambini, insegnanti e personale scolastico, il sindaco Alberto Gatto e l’assessora alle politiche sociali Donatella Croce, insieme a una rappresentanza del Consiglio della cooperativa.
«L’incontro è stato organizzato per creare un ulteriore spazio di confronto in merito al futuro della scuola», ha spiegato Alberto Bianco, presidente di Progetto Emmaus. E aggiunge: «Nonostante l’elevata qualità della proposta formativa offerta e le competenze del personale docente riconosciute da tutti i familiari presenti, l’andamento demografico generale mostra un calo delle nascite che ha effetti importanti nel numero dei bambini iscritti registrati negli anni».
Il calo degli iscritti
Come ha specificato la responsabile della scuola, Doriana Cencio, «la cooperativa gestisce la struttura dal 2008 e negli ultimi anni ha cercato di far fronte alla situazione generale investendo risorse importanti nello sviluppo di una proposta formativa innovativa, orientata al tema dell’educazione all’aperto, in collaborazione con diverse realtà del territorio e grazie al sostegno di fondazioni. Queste iniziative non sono riuscite a incidere in modo significativo sul numero delle iscrizioni, passato dalle 50 unità di alcuni anni fa alle 21 odierne. Il Consiglio è arrivato alla decisione di fermare le attività didattiche. Anche le giornate aperte realizzate negli ultimi anni hanno visto un’affluenza compresa fra le 12 e le 15 famiglie, che si è tradotta in 4 o 5 iscrizioni annue».
Conclude Bianco: «L’Amministrazione comunale, che negli anni non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, ha sottolineato il tema del ridimensionamento di diversi istituti scolastici locali come risposta a un sempre minor numero di bambini iscritti. Il sindaco si è detto disponibile, rispondendo alle sollecitazioni di alcuni genitori, a sondare il territorio per valutare la possibilità di reperire risorse economiche aggiuntive, sebbene ciò potrebbe non essere sufficiente nel lungo termine. Resta il rammarico delle famiglie, che hanno potuto sperimentare la bontà della proposta della scuola e che hanno sottolineato come un loro maggior coinvolgimento avrebbe potuto generare una migliore diffusione».
I dubbi delle famiglie
Il prossimo aggiornamento sarà dopo il 14 febbraio, alla chiusura delle iscrizioni. Alcune di queste famiglie, che preferiscono rimanere anonime, hanno condiviso con noi il loro pensiero: «Ci dispiace soprattutto che siamo stati informati di questa situazione senza preavviso. Avevamo intuito il calo degli iscritti, ma non che il quadro fosse così allarmante», racconta una mamma. «Questa materna rappresenta una risorsa preziosa: offre una tipologia di didattica in cui crediamo e che non so se riusciremo a trovare altrove».
Un papà aggiunge: «Si parla molto delle poche iscrizioni, ma mi chiedo se ci sia stato abbastanza impegno, da parte della gestione, nel fare conoscere che cos’è, ogni giorno, questa bellissima scuola per i nostri figli».
