LA STORIA – Galeotto fu un cucchiaio di Nutella. La celebre crema spalmabile nata ad Alba sarebbe la responsabile della sospensione per doping che ha tenuto la biathleta altoatesina Rebecca Passler lontano dalle competizioni olimpiche invernali di Milano Cortina 2026 attualmente in corso.
Una sospensione che, sebbene revocata, non permetterà all’azzurra 24enne di accedere alla staffetta in programma oggi (mercoledì 18 febbraio) ad Anterselva. Ieri sono stati ufficializzati i nomi della squadra azzurra e del suo non ci sarebbe traccia. La staffetta sarà aperta da Hannah Auchentaller e proseguirà con Dorothea Wierer e Michela Carrara. Mentre il compito di tagliare il traguardo spetterà a Lisa Vittozzi.
La convocazione di Passler era assai improbabile dopo dieci giorni di stop forzato, senza allenamenti in squadra e soprattutto senza allenamenti al poligono.
La contaminazione involontaria da Letrozolo
Sulla positività al test antidoping effettuato pochi giorni prima dell’inizio delle gare si era espressa la difesa dell’atleta. L’avvocato Ernesto De Toni con la consulenza della tossicologa Elia Del Borrello, nei giorni scorsi aveva ottenuto la revoca della sospensione dimostrando che non era campata in aria l’ipotesi di una contaminazione involontaria e non negligente da Letrozolo, farmaco assunto dalla madre per un carcinoma, condividendo un cucchiaino di Nutella con la figlia ignara della malattia.
Infatti, secondo la consulente di parte, Passler non era a conoscenza del fatto che la madre assumesse il medicinale a scopo terapeutico e, «l’abitudine consolidata di assumere a colazione entrambe la Nutella depone in maniera inequivocabile per una contaminazione accidentale da inquinamento salivare della confezione di Nutella di cui accidentalmente è venuta a contatto l’atleta».
