di Lino Ferrero
ARTE – Un intreccio di memoria, fede e arte ha segnato la giornata vissuta nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù, luogo simbolo della spiritualità salesiana e cuore della presenza della Società di San Francesco di Sales a Roma. Qui, durante la Messa celebrata da Papa Leone XIV, si è svolto un momento carico di significato che ha unito la tradizione di don Bosco con la sensibilità artistica contemporanea.
Protagonista della giornata è stata l’artista Silvia Allocco, originaria di Bra, che nei mesi scorsi ha realizzato l’affresco di una cappella laterale della basilica fondata da San Giovanni Bosco e consacrata nel 1887, appena un anno prima della sua morte. Partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal Pontefice, proprio nel luogo in cui la sua opera artistica è ora custodita, ha dato all’esperienza un valore ancora più profondo.
La Basilica del Sacro Cuore, per i Salesiani, non è soltanto un monumento storico, ma un segno concreto della Provvidenza e della missione educativa sognata da don Bosco. Voluta con determinazione tra sacrifici economici e personali, rappresenta la maturità del suo progetto spirituale: portare i giovani a sentirsi amati, accompagnati e guidati verso una fede vissuta nella quotidianità.
La tradizione custodisce un episodio particolarmente toccante legato alla consacrazione della chiesa. Don Bosco, ormai provato dalla malattia, durante la Messa si fermò più volte sopraffatto dalla commozione. Le lacrime interruppero la celebrazione: non erano soltanto segno di stanchezza, ma la consapevolezza di vedere compiuta un’opera che considerava dono di Dio più che risultato umano. In quel momento il santo ripensò all’inizio di tutto, all’incontro con Bartolomeo Garelli l’8 dicembre 1841, quando una semplice Ave Maria segnò la nascita dell’oratorio.
«Ho ripensato a quell’Ave Maria… se avessi avuto più fede nel recitarla avrei fatto molto di più», confidò. Parole che nella memoria salesiana esprimono l’umiltà di chi attribuisce ogni frutto alla grazia e non a se stesso.
In questo luogo così denso di storia, l’intervento artistico contemporaneo di Silvia Allocco si inserisce come un dialogo tra epoche diverse. L’artista ha partecipato alla Messa celebrata dal Santo Padre vivendo un momento di intensa partecipazione spirituale.
«È stato un momento di grande commozione», ha dichiarato al termine dell’incontro. «Portare la mia arte in un luogo così ricco di significato spirituale e poterla condividere con il Santo Padre è qualcosa che sento come un dono. L’arte, per me, è sempre stata un ponte: tra le persone, tra l’interiorità e il mondo, tra il silenzio e la parola.»
La sua presenza, in un contesto liturgico così solenne, ha assunto un valore simbolico: l’arte che non si limita a decorare, ma entra nella preghiera e diventa linguaggio dell’anima.
«Partecipare alla Messa celebrata dal Papa è stato un momento di grande intensità. In quel contesto ho sentito ancora più forte il legame tra arte e spiritualità: entrambe parlano all’anima, entrambe cercano luce», ha aggiunto.
L’artista ha sottolineato come questa esperienza rappresenti una tappa significativa del suo percorso personale oltre che professionale: «Ho percepito un ascolto sincero. In quell’incontro ho ritrovato il senso più profondo del creare: non solo esprimere, ma costruire dialogo, accoglienza, consapevolezza. L’arte nasce dall’ascolto, e oggi ho vissuto un ascolto profondo, fatto di silenzio, bellezza e condivisione.»
Realizzare un affresco all’interno della basilica voluta da don Bosco significa, per lei, inserirsi in una storia viva: «L’arte sacra non è mai solo decorazione: è racconto, è preghiera tradotta in immagini.»
La giornata vissuta conferma l’attenzione della Chiesa verso il mondo dell’arte come spazio privilegiato d’incontro tra cultura e spiritualità, dove la bellezza diventa occasione di meditazione e comunione. Nella Basilica del Sacro Cuore, luogo segnato dalle lacrime di don Bosco e dalla sua fiducia incrollabile nella Provvidenza, l’opera di un’artista contemporanea rinnova oggi lo stesso messaggio: la fede parla anche attraverso le forme, i colori e l’emozione.
Per Silvia Allocco, quella vissuta resterà una giornata simbolica, destinata a segnare il suo percorso artistico e umano. Per la famiglia salesiana, è un segno di continuità: lo stesso filo che partì da una semplice Ave Maria continua ancora, intrecciando educazione, spiritualità e bellezza in un dialogo che attraversa le generazioni.
