di Corrado Olocco
BALDISSERO – Si chiama Rocche dei Roeri l’amaro ideato dal farmacista di Baldissero Giuseppe Cavallero, appassionato di erbe e della sua terra d’origine. La decisione di insediarsi in paese risale a quattro anni fa. È stato, spiega Cavallero, «un ritorno alla terra degli avi», dal momento che la nonna era roerina.
«Ho trovato un ambiente lavorativo che mi si addice. Mi piace la natura e stare all’aria aperta. Come farmacia, in collaborazione con i Comuni di Baldissero e Montaldo, abbiamo attivato un gruppo di cammino per sensibilizzare la gente a fare attività fisica, mantenersi in salute e valorizzare l’ambiente», racconta Cavallero.
L’idea di produrre un amaro, utilizzando le erbe spontanee dei boschi del Roero, è nata dalla visita a un museo dedicato alle preparazioni erboristiche in Toscana. «Ho iniziato a cercare nei nostri boschi le erbe e le piante spontanee per vedere quale potesse essere il loro utilizzo anche nei liquori, valutando sia gli aspetti salutistici sia l’assenza di controindicazioni», spiega il farmacista. «L’amaro vuole raccontare e valorizzare il territorio attraverso un’esperienza sensoriale, senza però dimenticare la sensibilizzazione sul consumo consapevole degli alcolici e sugli effetti sulla salute, soprattutto tra i giovani», prosegue Cavallero, che è arrivato a definire la ricetta dell’amaro dopo lunghi studi e diverse prove di miscela.
Nel Rocche dei Roeri (il nome dell’amaro è stato registrato) ci sono finocchio selvatico, tarassaco, cardo mariano, camomilla, malva, rosa canina e melissa. La produzione viene affidata a una distilleria. Esistono due versioni del prodotto: quella classica e l’Amarissimo, con l’aggiunta di genziana e rabarbaro. «Con l’amaro voglio raccontare e descrivere un territorio caratterizzato da due ecosistemi: quello boschivo delle rocche, con un importante patrimonio di biodiversità da salvaguardare, e quello coltivato a vigneti e frutteti. Assaggiarlo è come compiere una camminata tra le colline del Roero», conclude Cavallero.
Il prodotto si può trovare, oltre che nella farmacia di Baldissero, anche in alcuni bar e ristoranti della zona. L’iniziativa roerina ricorda, per certi versi, la storia del Barolo chinato, inventato a fine ’800 a Serralunga dal farmacista Giuseppe Cappellano, mettendo alcune spezie in macerazione nel vino.
