di Pierangelo Vacchetto
CERVERE – “Questa è una vera opera d’arte”. Emma si ferma per qualche istante, alza lo sguardo verso la gigantesca scultura che domina il palco dell’Anfiteatro dell’Anima di Cervere e ne rimane affascinata. La grande maschera, un volto scomposto in volumi essenziali che sembra emergere dalla terra e osservare artisti e pubblico, diventa per una sera un componente aggiunto dello spettacolo. Illuminata dai riflessi del palco, cambia volto a ogni canzone, trasformando il concerto in un dialogo continuo tra musica, natura e arte.
In continuo dialogo con i fan
È uno dei simboli di una location unica, che Emma non manca di elogiare davanti ai circa quattromila spettatori accorsi per l’apertura dell’edizione 2026 dell’Anima Festival. L’artista salentina rompe subito il ghiaccio con la sua consueta spontaneità. Arriva sul palco con la band e scherza con il pubblico: “Ma si dice Cervere o Cervére? Dove cade l’accento?”. Una battuta che scatena le risate dei presenti e introduce una serata fatta di musica ma anche di dialogo continuo con i fan.

Il concerto ha attraversato le tappe più significative del suo percorso artistico
Il concerto prende il via con “La mia città”, seguita da “Pretaporter”, “Iniziamo dalla fine”, “Mi parli piano”, “Occhi profondi”, “Amami” e “Brutta storia”, attraversando le tappe più significative del percorso artistico di Emma. Tra i momenti più belli c’è quello dedicato a Paride, un ragazzo che proprio il 10 luglio compie ventun anni. Emma interrompe il concerto e coinvolge l’intera arena in un caloroso “Tanti auguri”, regalando al giovane fan un momento che difficilmente dimenticherà. La seconda parte dello spettacolo riparte con “Vacci piano”, accompagnata dalle voci registrate di Rkomi, quindi “Dimentico tutto”, “Io sono bella” e “In Italia 2024”, introdotta da un potente riff di chitarra e da un accenno dell’Inno di Mameli. La collaborazione con Fabri Fibra e Baby Gang incendia il pubblico, che canta e salta senza sosta.

Mettere al centro la musica ma soprattutto le persone
Il gran finale è affidato a “Apnea” e “L’amore non mi basta”, prima che Emma saluti Cervere con un messaggio che va ben oltre la musica: “Credete in voi stessi, lasciate perdere tutto il resto. Sono solo parole, parole, parole. L’unica cosa che conta è quello che c’è dentro ognuno di voi”. Parole accolte da un lungo applauso che chiudono una serata nella quale Emma ha confermato la sua capacità di alternare energia rock, intensità emotiva e un rapporto diretto con il pubblico, esaltato dalla magia dell’Anfiteatro dell’Anima, dove il paesaggio e la monumentale scultura diventano parte integrante dello spettacolo. Emma conferma ancora una volta la sua capacità di trasformare ogni concerto in un incontro sincero con il pubblico, senza artifici, mettendo al centro la musica ma soprattutto le persone. Tra racconti, sorrisi e parole di incoraggiamento, Emma lascia a Cervere un messaggio che va oltre lo spettacolo: credere in sé stessi è l’unica strada che conta davvero. L’Anima Festival proseguirà domenica 12 luglio con Madame, una delle voci più originali della nuova scena cantautorale italiana, mentre giovedì 16 luglio sarà la volta di Serena Brancale, protagonista del suo “Sacro Tour”, tra jazz, soul, funk e sonorità mediterranee.
