di Davide Barile
L’ANALISI – Sulla Gazzetta ufficiale dell’11 luglio è stato pubblicato il decreto del Ministero dei trasporti che, nelle intenzioni del ministro Matteo Salvini, dovrebbe disciplinare le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica della funzionalità degli autovelox.
Tali strumenti hanno lo scopo di accertare le sanzioni ai limiti massimi di velocità previsti nell’articolo 142 del Codice della strada. Nell’allegato A sono illustrati i requisiti tecnici dei nuovi misuratori di velocità e, nell’articolo 2, si specifica che nel caso di esito positivo il Ministero debba emettere un decreto di omologazione che autorizzerebbe la ditta a produrre in serie il prototipo. Come specificato al punto 4, prima dell’uso e, in seguito, a cadenza periodica, l’autovelox deve essere sottoposto a taratura e verifiche di funzionalità. Quando la taratura risulta negativa, l’apparecchio non potrà essere usato fino all’eventuale esito positivo. Quanto detto varrà quindi per i nuovi misuratori, mentre l’uso di quelli già esistenti è regolato dall’allegato B, che elenca i dispositivi già approvati secondo il decreto 282 del 2017 e che, in automatico, secondo il nuovo testo risulterebbero omologati con l’aggiornamento della taratura.
L’esposto di Altvelox
Proprio su quest’ultimo punto sono iniziate le nuove battaglie da parte delle associazioni di tutela degli utenti della strada. Come riportato da Adnkronos, Altvelox, realtà guidata da Gianantonio Sottile Cervini, martedì 14 luglio ha presentato un esposto alla Procura di Roma nei confronti di Matteo Salvini e dei dirigenti ministeriali che hanno firmato gli atti relativi alle parti del decreto che prevedono l’omologazione degli apparecchi «precedentemente muniti di soli decreti di approvazione».
L’associazione chiede di verificare che «la dichiarazione di conformità dei prototipi inseriti nell’allegato sia fondata su prove tecniche effettivamente eseguite», in quanto i documenti richiesti da Altvelox al ministero «non hanno consentito di individuare i rapporti tecnici sulla conformità». Il gruppo aggiunge che Accredia, l’unico ente di accreditamento in Italia, ha comunicato loro di «non avere mai accreditato il laboratorio di taratura del Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi del Mit (…). Nessuna struttura facente capo al Mit risulta accreditata per eseguire le tarature dei dispositivi».
In conclusione, Sottile Gentili ha dichiarato: «Chiediamo di conoscere gli atti, le prove e i responsabili delle valutazioni tecniche. Se i test esistono, devono essere acquisiti e verificati. Se non esistono, occorre accertare come sia stato possibile dichiarare omologati dispositivi precedentemente soltanto approvati».
Strumenti per “far cassa”
Nel corso degli anni, gli autovelox sono stati additati come strumento in uso ai Comuni per “fare cassa”. A tal proposito lo studio di Facile.it elenca i Comuni piemontesi che hanno maggiormente guadagnato con le sanzioni per l’alta velocità. Al primo posto c’è Beinasco con 2 milioni 321.176 euro; il più vicino a noi nelle posizioni di testa è Costigliole d’Asti, settimo con 842.909 euro. L’Amministrazione provinciale di Cuneo ha dichiarato proventi per oltre 2,8 milioni, mentre per il capoluogo provinciale la cifra ammonta a 7.300 euro.
I ricorsi di Globoconsumatori
Con il tempo, si sono moltiplicati i ricorsi, grazie soprattutto al supporto di realtà come Globoconsumatori, ente pioniere nella via della contestazione dei verbali presieduta dal fondatore Mario Gatto. Sulle novità, commenta: «In pratica, è cambiato assolutamente nulla e, semplicemente, aumenteranno i contenziosi. Non è possibile omologare dal nulla strumenti in precedenza soltanto approvati da un laboratorio interno al Ministero dei trasporti. C’è poi una questione basilare, che si studia nel primo anno di giurisprudenza: la gerarchia delle fonti va rispettata, per cui un decreto ministeriale resterà un documento di secondo livello che non potrà contrastare un decreto legge firmato dal presidente della Repubblica come il Codice della strada. I giudici di pace che già ci davano ragione continueranno a farlo e, a loro, si aggiungeranno tanti altri. Ricordiamo che, in città come Alba, si stanno fissando udienze al 2029 e, nell’attesa, ogni pena è sospesa».
Secondo Gatto, il nuovo decreto «intaserà i Tribunali in tutti i gradi di giudizio. Il ministro dei trasporti dovrebbe avere il coraggio di fare un decreto legislativo in materia, ma né Salvini né i suoi successori prenderanno una decisione così impopolare».
