BRA – Ha dipinto tanti quadri e poi, quando la vista non glielo permetteva più, ha scritto poesie. Polivalente l’arte di Giuseppe Abram, morto ieri (martedì 1° settembre) all’età di 83 anni.
Ricorda il figlio Davide: «Vincitore di diversi premi a livello nazionale – fra cui spiccano le chiavi d’oro della città di Pompei nel 1978 ed il premio Campidoglio d’oro a Roma nel 1976 – è stato iscritto a diversi sodalizi culturali quali l’accademia Gentium pro pace del Vaticano, la San Marco e la Santa Cruz. Amico di Antonio Gandino, che lo spinse a pubblicare le sue prime opere (silloge Dopodisera e Piccola antologia dei poeti braidesi della seconda metà del Novecento) recentemente collaborava in modo continuativo su testate e periodici locali, nelle sezioni e nelle rubriche dedicate alla poesia ed alle composizioni letterarie. Sono apparse negli anni anche diverse pubblicazioni on line. Ultime invece le pubblicazioni cartacee dei volumi Sintagmi a colori, Versi in pantofole e La sera del tempo; questa ultima che sarebbe dovuta essere presentata a metà settembre a Bra, sua città natale, alla presenza della sua famiglia, dei suoi parenti ed amici, delle autorità locali e dei circoli letterali di cui era frequentatore, nonostante la cecità».
Abram lascia la moglie Paola, i figli Erika e Davide e molti parenti. Stasera (mercoledì 2 settembre) alle 27 la recita del rosario nel santuario antico della Madonna dei fiori; domani mattina alle 10 nella parrocchia di San Giovanni le esequie.
Valter Manzone

