Venezia città del cinema / Parte l’83ª Mostra internazionale che assegna i Leoni d’oro

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dall’inviato Walter Colombo

VENEZIA – Il sipario si alza oggi, 2 settembre, sulla Laguna. L’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, guidata dal direttore Alberto Barbera e presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, trasformerà il Lido nell’ombelico del mondo cinematografico fino al 12 settembre. Un’edizione che promette di essere un raffinato esercizio di equilibrismo tra la tradizione dei grandi maestri e le vertiginose frontiere dell’Intelligenza artificiale. Il manifesto ufficiale della kermesse porta la prestigiosa firma dell’illustratore e fumettista Manuele Fior, che ha curato l’immagine coordinata di questa edizione della Biennale Cinema, dei fenicotteri che si muovono nell’acqua durante la notte; dove il cinema viene rappresentato come un attore silenzioso che attraversa una passerella notturna sulla laguna.

A scaldare subito i cuori sono i Leoni d’oro alla carriera. Quest’anno il riconoscimento va a due pesi massimi: l’immortale Ellen Burstyn e George Clooney. L’attore statunitense, che non ha mai nascosto il suo amore per Venezia, viene premiato non solo per la sua versatilità davanti e dietro la macchina da presa, ma anche per il suo costante impegno umanitario. A decidere chi vincerà l’ambito Leone d’Oro sarà una giuria internazionale guidata dall’attrice e regista Maggie Gyllenhaal, affiancata da nomi di spicco come la regista tunisina Kaouther Ben Hania, il premio Oscar per la colonna sonora Daniel Blumberg, il critico e docente Francesco Casetti, e i registi Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. Il festival prende il via con l’energia di Ink di Danny Boyle, mentre a chiudere le danze sarà il tocco italiano di Giovanni Veronesi con Dio ride, interpretato da Pierfrancesco Favino.

Ellen Burstyn

Sono 21 i film che si contenderanno il Leone d’Oro. L’attesa è febbrile per titoli come Bunker di Florian Zeller (con la coppia Cruz-Bardem), il nuovo lavoro di Werner Herzog Bucking Fastard e il ritorno di Martin McDonagh con Wild Horse Nine. Anche il maestro giapponese Hirokazu Koreeda è della partita con Look Back, una storia che esplora la passione per i manga.

George Clooney

L’Italia si presenta con cinque film in concorso:

  • Succederà questa notte segna il grande ritorno di Nanni Moretti a ben 37 anni dalla sua ultima partecipazione in concorso con Palombella rossa, il maestro romano torna al Lido con una storia intrisa di sospensione. Interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca, il film ruota attorno al concetto dell’attesa e alla potenza di un incontro fatale capace di stravolgere definitivamente il corso delle esistenze dei protagonisti.
  • The Echo Chamber dove Andrea Pallaoro porta sullo schermo l’ultima sceneggiatura firmata dal compianto Bernardo Bertolucci. Con un cast internazionale d’eccezione che vanta nomi come Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, la pellicola scava nei territori oscuri dei sentimenti, esplorando il confine sottile e spesso ambiguo che separa l’amore profondo dalla dipendenza
  • Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, un’opera densa di significato che vede protagonista Adriano Giannini. Il film si inserisce nel solco della ricerca identitaria cara al regista, promettendo una narrazione intensa e profondamente legata alla memoria storica e personale.
  • Il fuoco che ti porti dentro nel quale Edoardo De Angelis dirige una straordinaria Vanessa Scalera in un racconto familiare crudo e potente. Al centro della scena c’è il rapporto tormentato tra una madre e un figlio, un legame segnato da silenzi, incomprensioni croniche e ferite dell’anima che il tempo non è mai riuscito a rimarginare.
  • L’estranea diretto da Paolo Strippoli, il talento più giovane della delegazione italiana che debutta in concorso con un’opera avvolta nel mistero. La trama si dipana attorno a un oscuro segreto di famiglia, rimasto sepolto per decenni sotto una coltre di silenzio e pronto a riemergere con conseguenze imprevedibili.

Poche presenze americane

Nonostante i grandi nomi in cartellone, si è molto discusso della ridotta presenza delle major americane. Alberto Barbera ha spento sul nascere le polemiche, parlando non di una fuga, ma di una crisi d’identità del sistema: «Gli studios sono in una situazione di stallo, in difficoltà e impegnati in fusioni e processi di reinvenzione». Molti blockbuster semplicemente non sono pronti, come nel caso di Dune 3, frenato dalla complessità degli effetti visivi. Se Hollywood rallenta, le stelle non smettono di brillare. C’è grande attesa per Robert Pattinson, protagonista di Primetime, che ha confermato la sua presenza con entusiasmo nonostante altri impegni sul set. Ma il vero colpo mediatico sarà il ritorno in Laguna dei fratelli Liam e Noel Gallagher. La loro storica riconciliazione sarà celebrata dal documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger, un evento che promette di mandare in tilt il red carpet. Ma Venezia 2026 non ha paura delle sfide estreme, nemmeno cronometriche. In concorso spicca Dau di Ilya Khrzhanovsky con i suoi 195 minuti, ma il vero primato spetta a Luca Guadagnino che fuori concorso presenterà Joie de vivre, un omaggio a Bertolucci lungo oltre sette ore. Non manca lo sguardo al domani, con Be Brave, il documentario su Renzo Rosso firmato da Francesco Carrozzini, segna un debutto storico come prima opera realizzata facendo ampio uso di Intelligenza Artificiale.

Sotto la direzione di Alberto Barbera, questa edizione promette di essere un perfetto connubio tra il grande cinema d’autore, il glamour intramontabile e le vertiginose innovazioni tecnologiche e tra dodici giorni scopriremo se il prossimo Leone d’Oro sarà un’opera d’autore o una sorpresa tecnologica.

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