POLITICA – Inserire nello Statuto della Regione Piemonte un riferimento esplicito alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dal nazifascismo. A rilanciare la proposta, nella giornata dell’8 settembre, sono Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, Gianna Pentenero, capogruppo PD in Consiglio regionale, e Mauro Calderoni, primo firmatario della proposta di modifica dell’articolo 1 dello Statuto regionale.
“A forza di rincorrere provocazione dopo provocazione, dove finiremo? – si interroga la capogruppo PD in regione Gianna Pentenero – Chi ricopre ruoli istituzionali e di rappresentanza dovrebbe avere la responsabilità di unire, non di dividere. Non si può trasformare ogni festa, ogni iniziativa, ogni canzone in una nuova occasione di guerra politica. Perché una comunità cresce quando sa riconoscersi in ciò che ha in comune, non quando cerca continuamente nuovi motivi per contrapporsi”.
“Serve un atto concreto in questo insidioso tornante della storia per non perdere di vista ciò che dovrebbe unirci – aggiunge la vicepresidente del Pd Chiara Gribaudo – La politica dovrebbe alzare lo sguardo, non abbassarlo al livello dell’ennesima polemica sui social o dell’ennesima provocazione. Un’iniziativa come questa serve a rafforzare quello che dovrebbe essere un comune sentire di tutti i cittadini e le cittadine, ma evidentemente non sempre è così”.
La proposta era stata avanzata all’indomani della visita del presidente della Regione Alberto Cirio a Dronero, lo scorso 25 aprile, e punta a inserire tra i valori fondanti dell’ordinamento regionale un richiamo esplicito alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dal nazifascismo.
“Per questo, oggi 8 settembre, una data così importante e drammatica nella storia della nostra Repubblica, vogliamo rilanciare una proposta che avevamo avanzato all’indomani della visita del presidente Cirio a Dronero, lo scorso 25 aprile”, prosegue Mauro Calderoni, primo firmatario della proposta di modificare l’articolo 1 dello Statuto della Regione Piemonte per inserire, tra i valori fondanti dell’ordinamento regionale, un riferimento esplicito alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dal nazifascismo. “Non per imporre una memoria di parte. Non per decidere quali canzoni si possano cantare. Non per trasformare la Resistenza in uno strumento di polemica quotidiana. Ma esattamente per il contrario. Per riconoscere solennemente che la libertà, la democrazia e la dignità della persona, sulle quali si fondano la nostra comunità regionale e quella nazionale, hanno anche una radice storica precisa”.
L’appello è rivolto direttamente al presidente della Regione
“Il presidente Cirio si è sempre dichiarato antifascista, ci auguriamo che possa accogliere questa nostra proposta”, conclude Pentenero. “Il Piemonte ha nella Resistenza una parte fondamentale della propria identità democratica. Non abbiamo bisogno di dividere ancora. Abbiamo bisogno di riconoscere ciò che ci unisce. Il Piemonte e l’Italia di oggi hanno bisogno di valori condivisi sui quali consolidare le regole della civile convivenza”
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